Rana Verona: il capolavoro di Stoytchev, la follia di pensare di chiudere con lui

Il volley a Verona ha avuto negli ultimi anni, diciamolo senza timore di smentita, un nome e un cognome: Rado Stoytchev. Il coach bulgaro per la società veronese è stato molto più di un semplice coach. Senza di lui probabilmente Verona non avrebbe più questo sport. Stoytchev ha lavorato per migliorare Verona, ha portato soprattutto, particolare mai sufficientemente sottolineato, il più grande finanziatore di questa società, Dimitar Ratchev, l'uomo che ha salvato il volley veronese dalla scomparsa.
Stoytchev, in tandem con Gianandrea Marchesi, ha portato la cultura del lavoro, la conoscenza profonda del volley mondiale, talenti infiniti come Keita e Mozic ma soprattutto ha costruito una mentalità vincente. Ha costruito un ciclo.
Stoytchev ha sbagliato. Certamente. Ha reagito in malo modo a un cretino che a Civitanova lo ha provocato fino a fargli perdere le staffe. Umanamente ha commesso un errore. Possibile che basti questo gesto per mettere la parola fine a questa meravigliosa avventura, per impedire a Rado di raccogliere quanto ha pazientemente seminato negli ultimi sei anni, da quando ha messo piede a Verona?
Ora si dirà: ciò che ha fatto è imperdonabile e non tollerabile nel momento in cui Verona ha trovato uno sponsor che ha costruito sull'immagine e sul marketing la propria fortuna. Ma la “punizione” appare comunque esagerata. Stoytchev non meritava questo trattamento. Nel silenzio assordante di questi giorni, qualcuno, deve avere il coraggio di dirlo.

