Virtus Verona di Redazione , 09/01/2026 9:05

Virtus Verona, Fresco condannato dalla Corte dei Conti: quasi 200 mila euro da restituire

fresco

Luigi Fresco, storico presidente e allenatore della Virtus Verona, è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti del Veneto a risarcire quasi 200 mila euro allo Stato. Una sentenza che colpisce una delle figure più longeve e riconoscibili del calcio italiano, noto per il doppio ruolo in panchina e in dirigenza che gli è valso il soprannome di “Ferguson d’Italia”.

Secondo i giudici, Fresco ha violato la normativa sulle incompatibilità svolgendo attività professionale nel calcio mentre era dipendente pubblico a tempo pieno come direttore dei servizi generali e amministrativi di un istituto scolastico del Veronese. Tra il 2018 e il 2022 avrebbe percepito oltre 117 mila euro come allenatore senza la necessaria autorizzazione, firmando contratti qualificati dalla Corte come lavoro subordinato part-time.

Nel mirino anche l’utilizzo di permessi retribuiti per l’assistenza a un familiare disabile: tra il 2021 e il 2023 Fresco avrebbe continuato a guidare la squadra, con allenamenti quotidiani, ritiri e trasferte, nonostante l’incompatibilità con il congedo straordinario. Da qui l’obbligo di restituire più di 56 mila euro all’Inps, oltre ai 136 mila destinati al Ministero dell’Istruzione.

Respinte le tesi difensive, che invocavano prescrizione, buona fede e una presunta autorizzazione permanente concessa dalla scuola. Per la Corte, il comportamento dell’allenatore-presidente è stato in contrasto con i principi di correttezza e trasparenza. La sentenza è appellabile davanti alla Corte dei Conti centrale di Roma.