Hellas Verona di Redazione , 02/09/2026 18:56

Orban, un gol al 90° per ripartire: la nuova vita in Turchia dell’ex Verona

Orban in Turchia
Orban in Turchia

A Diyarbakır, per una sera, l’uomo della festa è stato Gift Orban. Minuto novanta, un pallone di Mehmet Yeşil davanti alla porta, il tocco che vale il 2-1 contro il Trabzonspor. Poi lo stadio che esplode e una vittoria festeggiata anche nelle strade. Il primo gol turco di uno degli attaccanti più discussi dell’ultima stagione del Verona è arrivato così. Quando ormai sembrava tutto deciso.

Chissà se all’Amedspor riusciranno a trovare una risposta alla domanda che ha accompagnato la sua avventura gialloblù: quanto può dare davvero Orban? Il talento, le aspettative, la difficoltà di trasformare le qualità in continuità. A Verona ha diviso i giudizi. In Turchia è ancora una promessa da scoprire, un attaccante sul quale investire fiducia.

Il nigeriano, che ha compiuto 24 anni il 17 luglio, è approdato a Diyarbakır in prestito dall’Hoffenheim. Un’altra tappa, un’altra occasione. Secondo Ajansspor, l’Amedspor ha investito un milione per averlo per una stagione, con una clausola d’acquisto da quattro milioni legata a determinate condizioni. Il contratto depositato alla federazione turca scade il 30 giugno 2027.

Lo aspetta una piazza che sta vivendo qualcosa di nuovo: il primo campionato di Süper Lig della propria storia. E che lo aveva corteggiato ancora prima del suo arrivo. Lo ha raccontato lui stesso nelle prime dichiarazioni diffuse dal club: tanti tifosi gli avevano scritto sui social per convincerlo ad accettare. A colpirlo era stato soprattutto quel credito ricevuto in anticipo, l’affetto di persone per le quali non aveva ancora segnato nemmeno un gol. Orban ha spiegato di aver parlato con l’allenatore e di essere rimasto interessato al progetto. La curiosità era reciproca.

Dopo tre giornate, il suo bilancio è di un gol, un assist e 218 minuti. Ha giocato poco più dell’80% del tempo disponibile. Lo spazio, dunque, c’è stato. All’esordio, il 16 agosto, ha servito a Dia Saba il pallone del 2-0 contro l’Erzurumspor, nella partita poi vinta per 3-0. È rimasto in campo per 88 minuti. Otto giorni dopo ha disputato tutta la gara persa per 2-0 sul campo del Kocaelispor.

Contro il Trabzonspor, invece, è arrivata la prima panchina. E proprio da lì è cominciata la serata del suo primo gol.

Besnik Hasi lo ha inserito al 50°, quando Yira Sor ha dovuto arrendersi a un problema fisico. Orban ha avuto una possibilità al 77°, mandando alto un pallone colpito al volo. Tredici minuti dopo ha trovato quello giusto. Un gol che ha portato l’Amedspor a sei punti e gli ha regalato il primo momento importante da condividere con il nuovo pubblico.

La curiosità è che anche in Turchia, attorno a lui, il dibattito si è acceso presto. Come utilizzarlo? Con chi affiancarlo? Quanto dipende dal centravanti e quanto dalla squadra che deve servirlo?

Dopo il debutto, pur vinto nettamente, un’analisi di Mezopotamya Ajansı aveva messo in discussione l’intesa tra Orban e Mbaye Diagne: poco efficaci insieme nel primo tempo, più incoraggianti invece i collegamenti tra il nigeriano e Dia Saba dopo l’uscita del compagno d’attacco. L’ingresso di Samuel Ballet aveva dato ulteriore vivacità alla manovra.

Dopo Kocaeli, il commentatore Yılmaz Börükoçin, su Yeni Journal, aveva spostato l’attenzione sull’isolamento di Orban. Troppa distanza dai compagni, pochi collegamenti, poco sostegno. Prima di giudicare un centravanti, il senso della sua analisi, bisogna guardare anche quali palloni gli arrivano. Dopo il Trabzonspor, lo stesso autore ha riconosciuto a Hasi il merito dei cambi: assist e gol della vittoria erano arrivati da due subentrati.

L’allenatore, per ora, parla soprattutto di una squadra da costruire. Ha spiegato che i nuovi devono assimilare i meccanismi, che mancano ancora alcuni profili e che contro il Trabzonspor serviva un approccio diverso, anche per trattenere meglio il pallone davanti. Non ha indicato pubblicamente una ragione individuale precisa per la panchina di Orban. Il posto nell’attacco, però, deve ancora diventare stabile.

Intanto il pubblico gli ha aperto le braccia. È presto per chiamarlo idolo e tre partite non bastano per raccontare una rinascita. Ma per un attaccante arrivato con tante aspettative, segnare al novantesimo contro il Trabzonspor è un buon modo per cominciare a restituire quella fiducia ricevuta prima ancora di indossare la maglia.

A Verona il suo nome continua a far discutere. A Diyarbakır, adesso, hanno un gol da ricordare.