Hellas Verona di Redazione , 04/08/2026 18:30

Ecco come giocherebbe oggi il Verona: Mulattieri al centro del 4-2-3-1

Oggi il Verona giocherebbe così
Oggi il Verona giocherebbe così

In attesa che il mercato completi definitivamente la rosa, proviamo a immaginare come giocherebbe oggi il Verona. Il modulo di partenza sarebbe il 4-2-3-1, un sistema offensivo ma allo stesso tempo equilibrato, costruito per esaltare la qualità dei trequartisti e permettere a Mulattieri di muoversi da unico riferimento avanzato.

Tra i pali c’è Leali, destinato a raccogliere l’eredità di Montipò qualora si concretizzasse il trasferimento di quest’ultimo al Venezia. Un portiere esperto, abituato alle pressioni della categoria e capace di dare sicurezza a un reparto difensivo profondamente rinnovato.

Davanti a lui la linea a quattro sarebbe composta da Oyegoke sulla destra, Korac ed Edmundsson al centro e Bradaric sulla corsia sinistra. Una difesa con struttura fisica e una discreta propensione alla costruzione, ma ancora tutta da verificare negli automatismi. Korac rappresenterebbe il punto di riferimento centrale, mentre Edmundsson dovrebbe garantire attenzione e capacità di anticipo.

Oyegoke e Bradaric avrebbero un compito fondamentale. Nel 4-2-3-1, infatti, saranno soprattutto i terzini a dover assicurare ampiezza. Davanti a loro agirebbero giocatori portati ad accentrarsi e cercare la giocata tra le linee: serviranno quindi corsa, sovrapposizioni e una buona capacità di rientrare rapidamente quando il Verona perderà il pallone.

Bernede e Kastanos per costruire e dare equilibrio

La coppia davanti alla difesa sarebbe formata da Bernede e Kastanos. Non si tratterebbe di un centrocampo particolarmente muscolare, ma di una mediana pensata soprattutto per giocare.

Bernede avrebbe il compito di dare ordine alla manovra, abbassandosi anche tra i difensori per favorire la prima costruzione. Kastanos potrebbe invece muoversi qualche metro più avanti, accompagnando l’azione e cercando gli inserimenti. I due dovranno alternarsi con grande attenzione: quando uno salirà, l’altro sarà chiamato a proteggere la difesa.

Il possibile punto debole di questa soluzione riguarda proprio la fase di non possesso. Contro squadre molto fisiche, il Verona potrebbe soffrire se i tre giocatori alle spalle della punta non partecipassero con continuità al ripiegamento. La compattezza tra i reparti diventerà quindi determinante.

Sezonienko al centro, Suslov e Sarr sugli esterni

La parte più interessante della formazione sarebbe quella offensiva. Sezonienko agirebbe da trequartista centrale, con Sarr a sinistra e Suslov sulla destra.

La posizione di Suslov non sarebbe rigida. Partendo dalla fascia, lo slovacco potrebbe accentrarsi per ricevere tra le linee, dialogare con Sezonienko e liberare lo spazio per le sovrapposizioni di Oyegoke. È probabilmente il giocatore con maggiore libertà all’interno del sistema, quello chiamato ad accendere la manovra e creare superiorità numerica.

Dalla parte opposta Sarr potrebbe offrire caratteristiche differenti: maggiore profondità, attacco diretto della porta e capacità di trasformarsi in una seconda punta. Quando il Verona svilupperà l’azione sulla destra, Sarr dovrà stringere verso l’area per accompagnare Mulattieri e occupare il secondo palo.

Sezonienko avrebbe invece la responsabilità di collegare centrocampo e attacco. La posizione centrale potrebbe permettergli di muoversi su tutto il fronte, scambiarsi con Suslov e inserirsi senza palla. In fase difensiva sarebbe il primo giocatore chiamato ad abbassarsi vicino ai due mediani, trasformando il modulo in un più prudente 4-4-1-1.

Mulattieri riferimento offensivo

Al centro dell’attacco ci sarebbe Mulattieri. Il nuovo centravanti non dovrebbe limitarsi ad aspettare palloni dentro l’area, ma partecipare alla costruzione offensiva, venendo incontro per aprire spazi agli inserimenti di Sarr, Sezonienko e Suslov.

Il Verona potrebbe servirlo in maniera diretta quando sarà necessario superare la prima pressione avversaria. Mulattieri dovrà proteggere il pallone, far salire la squadra e poi attaccare l’area. Il suo movimento potrebbe diventare decisivo per rendere meno prevedibile il 4-2-3-1.

L’impressione è che questa squadra sia stata pensata per giocare con intensità, recuperare rapidamente il pallone e sviluppare un calcio verticale. Ci sono qualità e soluzioni offensive, soprattutto sulla trequarti. Restano però alcuni interrogativi sull’esperienza della difesa, sulla protezione assicurata dal centrocampo e sulla capacità degli esterni di sacrificarsi.

Il mercato potrà ancora cambiare diversi interpreti, ma l’identità sembra già abbastanza chiara: difesa a quattro, due centrocampisti davanti alla linea arretrata, tre giocatori tecnici alle spalle di Mulattieri. Un Verona costruito per comandare le partite e attaccare con molti uomini. Una squadra interessante sulla carta, che dovrà però trovare rapidamente equilibrio e solidità.