Hellas Verona di Gianluca Vighini , 09/07/2026 11:39

VIGHINI | Un onesto e sincero consiglio per mister Zanzi

Italo Zanzi
Italo Zanzi

Alla vigilia della conferenza stampa del presidente Italo Zanzi mi permetto di spiegargli una cosa. L'anima contadina, rurale, legata al mondo della terra, di noi veronesi ci porta ad essere, ancora oggi nel 2026, un popolo che ha due caratteristiche. La prima: non ci piacciono i fanfaroni, quelli che fanno gli sboroni, i smargiassa, quelli che la fanno fuori dal vaso, quelli che promettono e poi non mantengono. E' una questione di cultura che ci arriva dai nostri bisnonni, legati ai cicli della terra, al bello e al cattivo tempo, al sole e alla pioggia, in cui dovevi essere pratico, concreto, adattarti alle circostanze e piegare tutte queste variabili con la sola ricchezza del tempo: il lavoro. La seconda: per tutto ciò di cui sopra, siamo perennemente pessimisti. Non è una colpa è una necessità. Non potendo fare previsioni sui raccolti, su quanto avremo prodotto con il lavoro nel campo, siamo stati sempre indotti a pensare in negativo. Meglio non illudersi. Se poi viene un ricco e abbondante raccolto, meglio. Sennò siamo pronti a tirare la cinghia e a razionalizzare ciò che abbiamo.

Ecco: per questo la invito seriamente di non infarcire la conferenza stampa di quel "think positive" tipico della cultura americana, frutto di una terra in cui bastava sputare sopra per trarci fuori della ricchezza. Ci racconti una triste verità piuttosto che un'illusione. Tanto abbiamo già capito tutti che il fondo che lei rappresenta non ha un dollaro, o comunque che questo dollaro non lo tirerà fuori per il Verona e per il calcio. Ci è chiarissimo dall'osservazione dei fatti che siete qui per ristrutturare una società che evidentemente non è stata gestita bene in passato e che lo volete fare non attraverso una ricapitalizzazione ma attraverso l'unica fonte che produce un vero ricavo al momento attuale: quella delle plusvalenze. Potremmo stare qui a spiegarci e a spiegare se questa è la strada giusta (no, è un vicolo cieco),  perché vi siete imbarcati in questa avventura, cosa vi hanno raccontato e quale mondo vi hanno dipinto per commettere un simile errore di valutazione, ma ormai è acqua passata. Ormai siete su questa barca e a voi è affidato il nostro caro e vecchio Hellas, con la speranza, mia e credo di molti altri, che in breve tempo ve ne andrete consegnandoci in mani migliori delle vostre. Ma nel frattempo non raccontaci favole e non illudeteci. Diteci la verità. Altro non chiediamo.