VIGHINI | Ora è chiaro a tutti: non esiste nessun progetto per il Verona

Non sono d'accordo con chi dice che nella conferenza stampa di lunedì Italo Zanzi non abbia detto niente: in realtà il presidente esecutivo del Verona ha detto chiaramente quello che abbiamo capito ormai da tempo: e cioè che non esiste un progetto di Presidio riguardo l'Hellas Verona e che la questione è ridotta solo galleggiare, sperando nella bravura di Sogliano e in quella di Baroni.
Niente di nuovo sotto il sole. Da quando questa proprietà si è insediata nulla è cambiato rispetto al passato. Il Verona reduce dalla "cura Setti" era una società allo spasimo, ormai derelitta dal punto di vista finanziario, potremmo dire "spolpata" e che aveva necessità di importanti investimenti e/o ricapitalizzazioni per restare competitiva a livello sportivo e ipotizzare una crescita di ricavi.
Il punto è esattamente questo: un progetto è tale quando poggia su importanti basi finanziarie, quando il proprietario ha intenzione di alzare il livello partendo proprio dalla base sportiva.
Basti vedere quello che sta accadendo al Como, dove questo processo è così accelerato da aver portato la squadra dalla B alla Champions in soli due anni. Prima il campo, il vero prodotto di chi fa calcio, poi tutto il resto arriva di conseguenza. Stadio, merchandising, marketing, brand, sviluppo di sinergie con il territorio.
Il Verona di Presidio è esattamente come quello di Setti. Naviga a vista, galleggia, è costretto ogni sei mesi a fare plusvalenze per pagare gli stipendi, non ha un progetto sportivo.
La sostenibilità finanziaria, diciamocelo chiaramente, è una panzana. Non serve un genio laureato a Berkley per capire che se il Verona fallisse il "rimbalzo" in serie A in questa stagione, sarebbero guai seri. Fine del paracadute, fine delle plusvalenze, fine di tutto. Inizierebbe un percorso durissimo, fatto di giovani del vivaio, fatto di allenatori emergenti e di tanta tanta serie B. Senza investimenti, oggi o domani, Presidio sarebbe comunque al capolinea. Tanto vale provarci oggi.
Attenzione: qui non si chiede Chalobah o di contendere al Real Madrid Nico Paz. Si chiede di mantenere un giovane talento, coltivato con pazienza, per più di sei mesi, si chiede di non cedere un attaccante appena sbarcato, il minimo sindacabile. Presidio non è in grado di assolvere nemmeno a questo ed è quindi inadeguata a guidare il Verona.
Su una cosa Zanzi ha ragione: il calcio resta una variabile e quindi c'è la possibilità che nonostante la Presidio il Verona possa essere comunque competitivo nel prossimo campionato. Un gap che Sogliano, Baroni con l'aiuto fondamentale dei tifosi e della piazza che molto spesso hanno avuto l'intelligenza di unirsi alle squadre, ai tecnici restando fieramente contro proprietà inadeguate (tante, troppe per la nostra città in cui vi è una responsabilità vergognosa del mondo imprenditoriale e politico incapaci di costruire una guida sicura e importante di un asset importante come l'Hellas...) potrebbero colmare con lavoro, dedizione, professionalità. Come sempre: soli contro tutti.

