INTERVISTA | Baroni e quella voglia di riscatto che piace al Verona

Nel suo lungo colloquio con Malcolm Pagani del Corriere dello Sport emerge un Baroni molto diverso da quello che lasciò Verona due anni fa. C’è un allenatore che ha attraversato successi e delusioni, che rivendica il proprio lavoro ma che allo stesso tempo appare più consapevole e maturo.
L’aspetto che colpisce maggiormente riguarda il rapporto con il dolore sportivo. Baroni definisce l’addio alla Lazio come il momento più difficile della sua carriera, persino più della recente esperienza negativa al Torino. “La Lazio è stata la squadra più forte che abbia allenato”, racconta, aggiungendo di non aver mai ricevuto dalla società il riconoscimento che riteneva meritato. Eppure non emerge alcun rancore: “Alla Lazio tornerei a piedi”, dice, pur precisando che sa bene che non accadrà.
Interessante anche il passaggio su Claudio Lotito. Alla domanda se fosse possibile costruire un rapporto costruttivo con il presidente biancoceleste, Baroni risponde con una frase che vale più di molte polemiche: “A volte ti trovi in situazioni in cui è difficile pensare a una causa comune”.
L’ex tecnico gialloblù spende poi parole straordinarie per Gian Piero Gasperini. Quando gli chiedono chi apprezzi maggiormente tra gli allenatori italiani, la risposta è netta: “Quello che ha fatto Gasperini negli ultimi dieci anni non lo ha fatto nessuno”. Una dichiarazione che aiuta anche a comprendere la sua idea di calcio: lavoro, identità, costruzione e valorizzazione dei giocatori.
Ma il passaggio probabilmente più significativo per il Verona è quello finale. Alla domanda “Dove si vede domani?”, Baroni risponde semplicemente: “Su un campo”. E quando gli chiedono perché, aggiunge: “Perché il campo è l’unico posto nel quale mi sento e sono pienamente me stesso”.
Parole che raccontano un allenatore con una grande voglia di ripartire.
Ed è qui che il discorso inevitabilmente si collega al Verona. Baroni conosce la Serie B meglio di molti altri tecnici oggi in circolazione. Ha conquistato promozioni con Benevento e Lecce, ha costruito squadre competitive in contesti difficili e soprattutto ha lasciato un ricordo eccellente in riva all’Adige grazie alla straordinaria salvezza del 2024.
Dopo il Torino ha bisogno di rilanciarsi. Il Verona, dopo la retrocessione, ha bisogno di una figura che conosca la categoria, sappia lavorare con giovani e valorizzare il patrimonio tecnico della società. Per questo motivo il suo nome continua a circolare con insistenza.
Non c’è ancora nulla di concreto, ma leggendo l’intervista del Corriere dello Sport una sensazione emerge chiaramente: Marco Baroni ha ancora fame. E forse oggi, rispetto a quando lasciò Verona sentendosi svuotato dall’impresa salvezza, potrebbe essere anche più pronto a raccogliere una nuova sfida in gialloblù.

