Hellas Verona di Redazione , 21/05/2026 7:37

L’INTERVISTA | Setti: “Presidio non ha investito quanto promesso”

Setti
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Maurizio Setti torna a parlare dopo la retrocessione dell’Hellas Verona in Serie B e lo fa con parole molto dure nei confronti della gestione Presidio. Nell’intervista pubblicata dal Corriere di Verona, l’ex presidente gialloblù racconta tutto il suo rammarico per la fine della stagione e per il modo in cui si sono interrotti i rapporti con il fondo americano.

«L’ho vissuta malissimo», dice Setti parlando della retrocessione. «Sono un tifoso e un abbonato del Verona. Vederlo retrocedere, e in questo modo, mi ha fatto male». L’ex patron, alla guida del club dal 2012 al 2025, ammette anche che probabilmente non tornerà allo stadio: «È una sofferenza».

Setti chiarisce subito anche la situazione con Presidio Investors: «Non abbiamo più nessun rapporto». E smentisce le cifre circolate sulla vendita del club: «Non è vero che Presidio ha versato 120 milioni per comprare il Verona. Magari avessi incassato quella somma».

L’ex presidente rivela poi di essere rimasto molto deluso dalla conclusione del rapporto di collaborazione dopo la cessione societaria. «Mi avevano fatto un contratto perché ritenevano di avere bisogno della mia esperienza. Poi hanno cambiato idea», spiega. E aggiunge: «Sono convinto che avrei potuto dare un apporto utile in questa stagione, magari aiutando la squadra a raggiungere la salvezza».

Nel corso dell’intervista, Setti difende anche il cosiddetto “modello Verona”, basato sulle plusvalenze e sulla valorizzazione dei giocatori. «Le plusvalenze collimano con i risultati se le fai con logica», sottolinea, spiegando di aver avvisato già prima della rottura con Presidio che il campionato sarebbe stato molto difficile. «Ho visto tanti, troppi errori».

Secondo Setti, al momento della vendita gli era stato prospettato un progetto diverso per il club. «Ho venduto l’Hellas a Presidio perché mi era stato promesso che avrebbero immesso molti più capitali nel club». L’idea iniziale, racconta, prevedeva anche sinergie con altri club sul modello City Group, ma «non se n’è fatto nulla».

L’ex patron difende inoltre la situazione economica lasciata alla nuova proprietà: «Quando ho venduto la società era sana, altrimenti Presidio non l’avrebbe comprata». E respinge le voci sul ruolo di Deutsche Bank nella gestione del club: «L’Hellas sarebbe suo? È una bufala».

Setti rivendica quindi quanto costruito nei tredici anni di gestione: «Quando sono arrivato c’era un tavolo vuoto». Ricorda il centro sportivo Bottagisio, la sede di proprietà, il settore giovanile, la squadra femminile, le dieci stagioni in Serie A e i bomber passati da Verona come Toni, Cacia e Pazzini.

Infine, nonostante contestazioni e difficoltà, Setti dice che rifarebbe tutto: «Sì, senza dubbio. Verona è una città meravigliosa dove fare calcio». E custodisce ancora il ricordo più bello della sua avventura gialloblù: «Il 2 giugno 2019, il 2-0 al Cittadella nella finale playoff. Una serata indimenticabile».