Hellas Verona di Stefano Rasulo , 28/01/2026 17:19

TOP E FLOP | Locatelli ribalta la Juve. Puscasiu, è questo il tuo plan?

Locatelli
Locatelli

Che centrocampo! Così Spalletti ha cambiato la narrativa Juve. Gioco, qualità, magie: il Como dei miracoli ha anche un grande portiere. Ghilardi, che cambiamento; e questo Palestra è da nazionale. De Rossi invece scopre sopra il conto i colpi di Messias. 

Puscasiu, capo della Presidio che indebolisce il Verona, l’ennesima imbarcata del Torino di Baroni (11-1 contro Fabregas), i portieri del Bologna e, infine, scoppola torinese a parte, per restare al passo delle grandi il Napoli aveva bisogno di qualcosa di diverso da Giovane, il peggio della settimana. Ecco i top e flop della 22/esima in serie A.  

 

TOP

 

LOCATELLI. Intensità, riaggressione, pressing: sembrava il reparto dove intervenire sul mercato, invece Spalletti ha riscritto la stagione della Juventus partendo dal centrocampo. Dove le redini le tiene quel Locatelli, che Spalletti bocciò in Nazionale, e che invece adesso è l’uomo d’ordine perfetto per una squadra che con lui, in classifica, è seconda solo all’Inter.

 

BUTEZ. Nico Paz, Baturina, Douvikas, Da Cunha, Diao, Maxi Perrone: tante individualità da top club europeo compreso il portiere; di cui si parla troppo poco. E invece Butez non è soltanto uno dei migliori con i piedi, passaggio corto e lungo, ma è il secondo portiere con meno gol presi del campionato e il primo per clean sheet (11 in 22 partite). 

 

GHILARDI. Con Gasperini era iniziata in salita: precampionato deludente, prime uscite in campionato sottotono, fuori dalla lista Uefa l’errore sanguinoso di Cagliari costato la partita. Poi l’infortunio di Hermoso ha quasi costretto Gasperini a riconsiderarlo e alla sesta da titolare (coppe comprese) è cambiato tutto, e col Milan è stata la sua migliore in giallorosso. 

 

PALESTRA. Lo stiamo dicendo da tempo: per distacco il miglior esterno destro del campionato. Forza fisica strabordante, tempi di gioco e letture di Gasperiniana concezione, il suo peso nel Cagliari va molto oltre il gol e 4 assist finora realizzati. E quando in una piccola azzecchi uno così (metteteci vicino Caprile, la crescita di Gaetano, la sopresa di Kilicsoy) la salvezza diventa un obiettivo facilmente raggiungibile. 

 

MESSIAS. Negli ultimi due anni sono state più le partite in cui è stato fuori rispetto a quelle dov’era disponibile. E nelle scelte degli allenatori (da Gilardino, a Vieira, a De Rossi) arrivava sempre dopo altri più affidabili. Il gol capolavoro al Bologna evidenzia che sopra il conto, sopra il conto…, De Rossi può contare anche sulla sua qualità per salvare il Genoa.  

 

FLOP

 

PUSCASIU. Come indebolire una squadra già debole e fragile di suo, in fondo alla classifica, alle prese con una situazione di emergenza infortuni che dura da settimane. La cessione di Giovane a gennaio e per di più prima della gara con l’Udinese è l’ennesima mancanza di rispetto verso tifosi, città e squadra, e la conferma che in cima alle priorità della Presidio, dove c’è appunto Puscasiu, non c’è il risultato sportivo (e quindi la salvezza) ma una società da usare come un bancomat. 

 

NAPOLI. Passata torinese e situazioni infortuni a parte, se pensi di essere ancora in corsa per lo scudetto non prendi un ragazzo di prospettiva che non ha ancora vinto e dimostrato niente come Giovane ma uno pronto per lottare ad alti livelli. Investimento da venti milioni che per il momento sa di ridimensionamento.   

 

BARONI. Pesantissima terza imbarcata della stagione: dopo lo 0-5 a Milano sponda Inter della prima giornata l’1-11 contro Fabregas, che gliene ha rifilati 5 in casa e 6 in trasferta. Una stagione con pochi alti e troppi bassi che purtroppo si è risollevata giusto a Verona ma che ora rischia ulteriormente di complicarsi. E a 23 punti con la peggior difesa del campionato (40 subiti) non c’è proprio da star tranquilli. 

 

PORTIERI BOLOGNA. Skorupski che sbaglia il controllo e poi abbatte un avversario, Ravaglia che ne prende altri 3 (10 nelle ultime 5, alcuni evitabili). Così la rincorsa europea del Bologna in campionato (una vinta nelle ultime 10) rischia di rimanere una chimera. 

 

CUESTA. Spiega la debacle di Bergamo con gli eventi negativi, dimenticando che il principale segreto dei 23 punti del suo Parma (oltre a Pellegrino) è stata finora una fortuna infinita.