Hellas Verona di Giovanni Vitacchio , 07/01/2026 19:57

IL PAGELLONE DI NAPOLI-VERONA | Muro Bella, Gaglia-Niasse maestri, Montipò e Giovane male

Il pagellone di Giovanni Vitacchio per TgGialloblu
Il pagellone di Giovanni Vitacchio per TgGialloblu

MONTIPO’ 5 Para bene su un tiro ravvicinato di McTominay. Attento anche sul tiro da fuori di Lang, che gli rimbalza davanti al viso. Ma sbaglia le due cose fondamentali, che costano due gol. Primo l’uscita a farfalle sul gol di McTominay, inspiegabile. Poi sul gol di Di Lorenzo, sul suo palo. Di lì in avanti va nel pallone, ha paura di tutto, anche dei palloni più semplici che non riesce a trattenere. Peccato perché il Verona meritava di tornare a casa con l’impresa della stagione. Sprecarla così fa male.

NUNEZ 7 Concede poco o nulla agli attaccanti del Napoli, molto preciso e con sempre la solita attenzione sin dai primi minuti. Bene nel giro palla, si prende mezzo voto in più perché intercetta praticamente un rigore “in movimento” di McTominay. Senza lui a metterci il colpo sarebbe stato probabilmente gol del Napoli.

BELLA KOTCHAP 8 Non ci sono più parole per questo ragazzo, che dove lo metti fa sempre bella figura. E’ incredibile la facilità con la quale gioca, mai in difficoltà, sempre in anticipo sull’avversario, sempre nella giusta posizione. Qualità, qualità, qualità. E capacità di rendere tutto semplice. Spero vivamente che la società non si azzardi a darlo via, perché sarebbe un delitto.

VALENTINI 7 E’ tornato il giocatore tutta grinta, personalità e qualità. Parte fortissimo, attacca con rabbia gli avversari, andando a prenderli alti. Bene anche quando deve impostare il gioco da dietro. Ha certamente bisogno di continuità. Giocando così non potrà non trovarla.

BRADARIC 7 Messo inaspettatamente sulla destra, è capace di calarsi in un ruolo che non è affatto suo, se non altro perché è un mancino puro, ma non paragonabile, per caratteristiche tecniche, a giocatori come Politano, che lo fanno di mestiere l’attaccante esterno. Gioca con estrema attenzione e sapienza nel gestire i palloni. Prova ne sia il tempismo col quale serve Niasse, che a sua volta impacchetta l’assist per il gol dello 0-1 di Frese.

NELSSON 6 (dal 73°) Entra bene.

NIASSE 7.5 La sua miglior partita da quando è a Verona. E’ ovunque, recupera una quantità inimmaginabile di palloni, sporca il gioco del Napoli e fisicamente è semplicemente devastante. Spicca, soprattutto nella fase difensiva, ma è bravissimo ad accompagnare le ripartenze dell’Hellas. Semplicemente perfetto. Suo l'assist per lo 0-1 di Frese.

SERDAR s.v. (dall’87°)

GAGLIARDINI 7.5 A guardare il primo tempo sembra che abbia vent’anni dalla facilità che ha di correre. E infatti alla fine è uno di quello che ha fatto più km. Nulla da togliere ad Al Musrati, che può essere un’alternativa, ottima, ma la sua qualità vale qualcosa di più. Tantissimi palloni giocati, altrettanti recuperati. Difende che è un piacere e con la stessa lucidità fa ripartire la squadra.

BERNEDE 7 Un altro che è sembrato inesauribile. Gioca a supporto delle due punte, sembra una pallina magica, che schizza a destra e sinistra, senza che gli avversari riescano a marcarlo. Si butta su ogni pallone e anche quelli che sembrano persi, tornano in vita. Corre come un dannato e c’è anche lui nell’azione del vantaggio dell’Hellas. Sceglie il tempo giusto del passaggio, il resto è poesia.

FRESE 7 Dopo il passo falso contro il Torino, una prestazione di grande personalità per il danese che inizia subito spingendo forte sulla fascia. Spinge talmente tanto che il Napoli se lo dimentica nel gol dello 0-1. E che gol. Poteva segnare solo così, di tacco, entrando di diritti tra le reti più belle della storia gialloblù. Questo gli dà enorme fiducia e si vede. Mette tutto quello che ha, cattiveria, senso tattico e grande voglia.

ORBAN 7 Basterebbe guardare come ha calciato il rigore del momentaneo 0-2 per giudicare la sua partita. Di fronte a un portiere che li para praticamente tutti, rimane freddo, lo guarda fino alla fine e ha ragione lui. Ma oltre questo c’è tanto di più. Ci sono umiltà, sacrificio, voglia di andare sempre oltre e di essere leader. Quando ha il pallone tra i piedi, ci prova. Ma è meno egoista del solito e gioca bene anche in fraseggio coi compagni. Ci mette lo zampino anche sul gol dello 0-1, andandosi a prendere il pallone del vantaggio a centrocampo.

MOSQUERA 5 (dall’87°) Non puoi entrare in campo, sapere che al massimo giocherai dieci minuti, e camminare. Inaccettabile.

SARR 6.5 Una partita di enorme sacrificio per l’attaccante svedese che capisce di dover lottare come un leone per tenere anche solo un pallone. Sportellate e randellate, prese e date, senza puzza sotto al naso. Serviva un segnale ed è arrivato, nella partita più difficile che poteva capitare al Verona. Si è speso per la squadra fino all’ultimo secondo in cui è rimasto in campo.

GIOVANE 5 (dal 64°) Tocca quattro palloni, ne sbaglia cinque. Sbaglia il gol del 2-3 in maniera quasi fastidiosa. Malissimo.

ALL. ZANETTI 7 Tanti cambi rispetto al disastro col Torino, con Bradaric inaspettatamente a destra. Tutti si aspettavano un Napoli travolgente e invece l’unica cosa capace di travolgere l’avversario è proprio il Verona. Che gioca la partita perfetta, sorprendente, visto lo scempio visto solo un paio di giorni prima. I suoi vanno avanti addirittura 0-2, senza praticamente mai correre pericoli. La stella polare rimane quella, giocare a calcio, ragionando, senza andare all’arrembaggio. Un punto d’oro, con tanti rimpianti. Ma vabbè, tenere questo passo è l’unica cosa che conta.

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