Hellas Verona di Redazione , 23/11/2021 15:26

Barana: Il Verona è forte, stavolta proviamo a fare un salto di qualità

Barak a San Siro

Il Verona è forte. Semplicemente. Non servono molte chiacchiere, o raffinata filosofia: se raccogli 19 punti in dieci giornate (quelle di Tudor), quasi due a partita, significa che hai valori individuali e collettivi decisamente superiori alla mediocrità che attanaglia chi lotta per la salvezza. E vincere con l’Empoli, squadra in salute e neopromossa brillante, paradossalmente misura il tuo standing molto più che battere la Juventus o la Lazio. Perché l’impresa con la big può anche rientrare negli effimeri eroismi di giornata di cui è piena la storia del calcio, ma il difficile è confermarsi con regolarità anche nelle tante partite “di mezzo”, quelle “anonime” che magari non danno titoli ai giornali e racconti ai nipotini. Inoltre l’Hellas ha superato l’Empoli pur non brillando e questo avvalora ancora di più la sua forza: è bastato che schiacciasse sull’acceleratore quando davvero contava per prendersi i tre punti.

Il Verona è forte. Vorrei che si partisse da questa consapevolezza, anche in società, per provare finalmente a darsi un obiettivo più ambizioso di una tranquilla salvezza. Negli anni di Juric, ma anche nel primo in A di Mandorlini, non abbiamo brillato nel girone di ritorno, vuoi per un senso di appagamento e vuoi perché nel calcio se sei un piccolo club funziona così. L’auspicio è che questo Verona possa provarci fino in fondo a togliersi qualche soddisfazione, magari anche rinforzandosi a gennaio con l’ingaggio di un centrale difensivo. Non è questione di Europa o non Europa, l’obiettivo è più modesto: darsi un senso fino alla fine.

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