Hellas Verona di Gianluca Vighini , 14/09/2021 10:41

Squadra senza intensità e in caduta libera: perché Di Francesco è stato esonerato

Maurizio Setti

Un fulmine a ciel sereno. Ma neanche troppo. Perché erano molte le facce preoccupate in casa del Verona la settimana scorsa. L’esonero di Di Francesco alla terza giornata è nettamente in controtendenza rispetto al recente passato della gestione Setti. Basti pensare a Pecchia e Grosso, tenuti sulla panchina a dispetto dei santi e contro la piazza. Stavolta non c’è stato nemmeno bisogno della spinta “popolare” per arrivare alla decisione. Troppe cose ormai non funzionavano e il Verona stava letteralmente affondando.

Allenamenti blandi, superficiali, intensità zero, una condizione fisica precaria. E molti giocatori della vecchia guardia sempre più scettici. Al di là dei risultati negativi è stato questo trend a portare all’esonero dell’allenatore abruzzese.

Il Verona di Juric che mangiava l’erba è diventato una squadra sempre più normale. “Giochiamo bene ma…” lo slogan che giustificava l’andazzo. L’errore più grande di Di Francesco è stato probabilmente l’illusione di poter proseguire con il lavoro di Juric, senza incidere fino in fondo con le proprie idee. L’errore della società, evidente oggi dopo l’esonero, aver scelto un allenatore che anche nel temperamento, nulla aveva a che vedere con Juric.

Queste valutazioni devono servire a capire anche la scelta di Tudor. Non ci sarebbe da stupirsi se dietro Tudor ci fosse un “consiglio” proprio di Ivan, da sempre grande amico ed estimatore di Tudor. Pur non facendo lo stesso calcio di Juric, Tudor gli è molto simile nel carattere. Un combattente, un guerriero, che dovrebbe risollevare il Verona prima di tutto da questo punto di vista.

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