Hellas Verona di Giovanni Vitacchio , 13/09/2021 21:12

Il pagellone di Bologna-Verona: Cholito, dove sei? Hongla disastroso, Barak e Faraoni ci provano

Giovanni Simeone

MONTIPO’ 6 Attento sul bel tiro a giro di Barrow nel primo tempo, è bravo anche nelle uscite alte. In generale è sicuro tra i pali, ma anche quando c’è da accorciare sugli avversari. Sul gol di Svanberg non può francamente fare alcunché.

CASALE 6 Dove lo metti, sta. E’ un prezioso jolly difensivo, e anche a Bologna fa il suo con estrema tranquillità. Vero è che i padroni di casa non siano di certo indemoniati, ma dà comunque la sensazione di non andare mai in affanno. Esce mezzo acciaccato.

CECCHERINI 5.5 (dal 74′) Nel casino di batti e ribatti che porta al gol del Bologna, non riesce a intercettare il pallone che poi finisce sui piedi di Svanberg per il gol partita. Si becca anche un’ammonizione, secondo me inventata.

GUNTER 5.5 Non sicuro, nonostante il Bologna non faccia faville per impensierirlo. Ha anche spazio per costruire da dietro, ma lo spreca malamente. Non deciso in occasione del gol dei padroni di casa. Non mette la stessa cattiveria che aveva fino a qualche mese fa. E qui non può certamente essere colpa dell’allenatore.

DAWIDOWICZ 6 Senza infamia e senza lode. Il Bologna crea un paio di occasioni importanti, ma tutto sommato estemporanee. Lui controlla senza problemi e solo una volta si perde Barrow che, col tiro a giro, prova a fare male a Montipò. Forse anche un po’ stanco per gli impegni in nazionale, rimane nello spogliatoio dopo il primo tempo.

MAGNANI 6 (dal 46′) Pensavo di vederlo dal primo minuto, su Arnautovic. Deve invece accontentarsi della ripresa, giocata tutto sommato sufficientemente, senza particolari sbavature. 

FARAONI 6.5 E’ capitano e la sente tantissimo, perché capisce il momento delicato della stagione, soprattutto se il recente passato di aveva detto altro. Tira fuori una partita coi fiocchi, giocata bene in particolar modo dialogando con Barak. Tanti bellissimi cross che trovano poca fortuna. Nervoso come mai lo avevamo visto, riesce però a non crollare, al contrario di qualche altro suo compagno.

TAMEZE 6 Parte bene, poi inciampa in qualche pallone perso di troppo. Si ricompone con attenzione e si fa anche più propositivo. Tiene la posizione e recupera un paio di situazione negative create dai compagni di reparto. L’unica cosa che mi domando è: perché dopo 60 minuti già non ne aveva più? E si che non ha avuto alcun impegno internazionale. Mistero…

HONGLA 4 (dal 60′) Semplicemente disastroso. Perde in maniera “fantozziana” il pallone che nel giro di qualche secondo si trasforma nel gol del Bologna. Un errore che si fa fatica ad accettare tra i dilettanti.

ILIC 5.5 Personalità da senatore contro l’Inter, atteggiamento da debuttante col Bologna. Deve cominciare a capire cosa voglia fare da grande, perché i colpi di qualità li ha, ma serve molto altro per diventare un giocatore con la G maiuscola. Si perde nello scontro faccia a faccia con Soriano, che è un vecchio volpone e usa tutte le sue armi per sfuggire al controllo del serbo.

LASAGNA s.v. (dall’83’)

LAZOVIC 6 Si vede che soffre un po’ la mancanza di chimica, comprensibile, con Caprari. Faticano a trovarsi, le sovrapposizioni latitano. Eppure per buoni tratti del primo tempo la gamba è quella giusta, così come le giocate. Alla distanza cala un po’ e senza il suo cambio di passo la fantasia del Verona si affloscia.

BARAK 6.5 Fisicamente, si sa, è un armadio. Ma è la sua qualità tecnica a tenere il Verona vivo in fase offensiva. Gestisce quasi sempre lui il pallone negli ultimi venti metri, ma non trova grande collaborazione nei compagni, eccezion fatta per Faraoni. Mentalmente, finito il calcio mercato, sembra più libero. Deve prendersi la squadra sulle spalle, serve la sua leadership.

CAPRARI 5+ Non cominciamo con i paragoni con Zaccagni, perché non reggono. Sono due mondi diversi. Lui non ha lo strappo dell’attaccante della Lazio, ma i colpi per saltare l’uomo li ha. E in un paio di occasioni lo dimostra, soprattutto nei primi minuti quando avrebbe anche il pallone giusto da calciare in porta. Ecco, dimostra poco quello che sa fare, forse anche perché le gambe non vanno di pari passo col pensiero. 

CANCELLIERI 6 (dal 74′) Ci prova, ci mette la corsa e anche qualche colpo di talento. Non gli va bene, ma non può stare in panchina uno come lui, soprattutto in questo momento.

SIMEONE 5 Lo aspettavamo come un bicchiere di acqua ghiacciata nel deserto, ma ha lasciato tutti a bocca asciutta. Al netto di una condizione fisica non ottimale, è parso giocare un po’ a nascondino nelle occasioni di mischia in area del Bologna. Nel primo tempo ha un buon pallone tra i piedi, ma, evidentemente, non si chiama Raspadori. Deve lavorare molto di più, anche nel dialogo col resto della squadra.

ALL. DI FRANCESCO 5.5 Per lunghi tratti, soprattutto nel primo tempo, la sua squadra gioca un buon calcio. Magari più bello che efficace perché la mole di gioco non combacia con reali occasioni da gol. E così, se non riesci a segnare, va a finire che il Bologna, con il minimo sforza, la vince quasi a sua insaputa. E adesso si fa dura, perché dopo la rete di Svanberg la squadra si è spenta, è sparita dal campo. E questo è più di un campanello d’allarme. Il Verona degli ultimi due anni è sempre andato sulle ali dell’entusiasmo e mai si è trovato a vivere situazioni simili. Mi domando se abbia la forza di reagire. Non è allarme rosso, ma arancione sì.

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