Hellas Verona di Gianluca Vighini , 07/11/2026 20:27

LE PAGELLE | Baroni non sfrutta bene il potenziale. Livramento inutile

Baroni, foto hellasverona it
Baroni, foto hellasverona it

PERILLI 6
Non deve fare miracoli, ma quando viene chiamato in causa risponde presente. Trasmette sicurezza, che per un portiere è già una bella qualità. Non fa il fenomeno e soprattutto non cerca di diventarlo. Di questi tempi, una garanzia.

ZAPPA 6,5
Corre, spinge, si propone. Non sempre con la precisione di un orologiaio svizzero, ma almeno ci mette benzina e volontà. Sulla fascia non si risparmia e porta a casa una prestazione di sostanza. Uno che il suo stipendio se lo guadagna.

DAWIDOWICZ 6,5
Poche cerimonie e tanta concretezza. Quando c'è da usare la sciabola non si mette a cercare il fioretto. Esperienza, mestiere e qualche sana randellata calcistica. In Serie B servono anche quelli che non si spaventano quando la partita diventa una battaglia.

EDMUNDSSON 6,5
Niente voli pindarici, niente inutili complicazioni. Fa il difensore e scopre che, in fondo, non è poi così difficile. Attento, concentrato, decisamente più affidabile rispetto ad altre esibizioni. Quando rinuncia a inventarsi ciò che non è, diventa un giocatore utile.

FRESE 7
Tra i migliori senza discussioni. Personalità, corsa, determinazione. Non si tira indietro e ci mette anche quella cattiveria agonistica che a volte sembra merce rarissima. Una prestazione da vero guerriero del Nord. Gli altri prendano appunti.

BERNEDE 6,5
Non sarà un poeta del pallone, ma almeno conosce la geometria. Cerca di mettere ordine, lavora, cuce il gioco e non perde la bussola. Prestazione intelligente e concreta. In una squadra che ogni tanto sembra complicarsi la vita per puro divertimento, la semplicità è una virtù.

Dall'88' LELLA SV
Entra quando ormai stanno per scorrere i titoli di coda. Troppo poco per giudicarlo.

IANNONI 6,5
Corre, lotta, recupera. Non gli chiedete di suonare il violino, perché il suo strumento preferito è il martello pneumatico. Però nel calcio servono anche quelli che si sporcano le mani. E lui non ha paura di farlo.

LIVRAMENTO 5
Tanto movimento, qualche intenzione interessante e pochissimo arrosto. Sembra sempre sul punto di combinare qualcosa, salvo poi fermarsi sul più bello. Il calcio non è una gara di promesse. A forza di aspettare che accenda la luce, arriva la bolletta.

Dal 67' SEZONIENKO 6
Entra con voglia e prova a dare un po' di vivacità. Non ribalta il mondo, ma almeno dimostra di volerci provare. Sufficienza di incoraggiamento, senza esagerare con i complimenti.

HARROUI 6
La qualità c'è, e si vede. Il problema è che va e viene come il segnale del digitale terrestre durante un temporale. Qualche buona giocata, qualche pausa di troppo. Da uno con i suoi piedi è legittimo aspettarsi molto di più. La sufficienza arriva, gli applausi restano in tasca.

Dal 77' LE BORGNE 6
Entra e prova a mettere ordine. La sua presenza si avverte, ma il tempo a disposizione è quello che è. Difficile capire perché uno così debba aspettare tanto per entrare nella partita. Domanda da girare alla panchina.

SARR 5
Ci sarebbe bisogno della sua velocità, dei suoi strappi, della sua imprevedibilità. Peccato che rimangano quasi tutti sulla carta. Una presenza impalpabile, senza incidere davvero. Il talento è un bel patrimonio, ma se lo tieni chiuso in cassaforte non serve a niente.

Dal 67' EKUBAN 5
Entra per cambiare qualcosa, ma alla fine cambia soprattutto il nome sulla distinta. Poca incisività, pochissimo peso offensivo. Se questo doveva essere il valore aggiunto, bisogna rivedere i conti.

MOSQUERA 7
Lotta come un leone, si prende responsabilità, combatte con i difensori e cerca di tenere in piedi l'attacco. È il riferimento offensivo, quello che non si nasconde mai. Può sbagliare, può perdere qualche pallone, ma almeno ci mette l'anima. E in una partita in cui qualcuno sembra aver lasciato il carattere negli spogliatoi, non è un dettaglio.

Dall'88' MULATTIERI SV
Tre minuti più recupero. Praticamente il tempo di salutare i compagni. Un attaccante che avrebbe potuto offrire altre soluzioni viene mandato dentro quando la partita è ormai agli sgoccioli. Più che una sostituzione, un telegramma.

MARCO BARONI 5,5

La squadra che vince non si cambia. Giusto. Ma quella che non riesce a incidere durante una partita, forse, sì. Baroni parte da una scelta logica, cercando continuità e certezze. Il problema arriva quando bisogna leggere la gara e trovare soluzioni diverse.

I cambi non convincono, soprattutto nei tempi. Le Borgne entra soltanto al 77', Mulattieri addirittura all'88'. E viene spontaneo chiedersi che senso abbia tenere così a lungo in panchina giocatori che potrebbero dare qualcosa di diverso.

Il Verona ha ritrovato una sua organizzazione, ma non può diventare prigioniero delle proprie certezze. Il pragmatismo è una virtù, l'immobilismo un difetto.