ATTACCO MONSTRE | Numeri da promozione. L'attacco ora non è più un problema

Un attacco da promozione. Non è un'opinione, sono i numeri a dirlo. Dopo dieci giornate di campionato, il Verona ha realizzato 19 reti, una media di 1,9 gol a partita. Meglio dei gialloblù ha fatto soltanto il Palermo capolista, arrivato a quota 24. Alle spalle della squadra di Marco Baroni ci sono il Modena e il Pisa con 18 gol, l'Ascoli con 16, Mantova e Avellino con 15.
Il successo per 3-0 contro la Carrarese ha confermato la straordinaria potenzialità offensiva del Verona. Una squadra che, pur attraversando momenti difficili, non ha mai smesso di segnare e che adesso sembra aver trovato una dimensione tattica più equilibrata.
Il grande protagonista è Daniel Mosquera, autentica rivelazione del campionato. Il colombiano ha già segnato sette reti, più di un terzo dell'intero bottino gialloblù. Numeri impressionanti, soprattutto considerando che all'inizio della stagione non era considerato una prima scelta dell'attacco di Baroni.
Ma il Verona non è soltanto Mosquera. Sarr ha già realizzato tre gol, mentre Mulattieri, Iannoni, Cerbone e Harroui sono a quota due. Completa l'elenco Zappa con una rete. Sette marcatori diversi, una distribuzione che testimonia la varietà delle soluzioni offensive a disposizione dell'allenatore.
La proiezione finale è ancora più significativa. Se il Verona mantenesse questa media di 1,9 gol a partita fino alla fine delle 38 giornate, chiuderebbe il campionato con 72 reti. Un numero che supererebbe abbondantemente la soglia dei 60 gol indicata da Baroni come obiettivo minimo per la stagione.
Ma quanto varrebbero 72 gol in serie B? Per capirlo basta confrontare la proiezione gialloblù con i risultati dell'ultimo campionato.
Nella stagione 2025/26, soltanto due delle prime otto classificate hanno segnato più di 72 reti: il Venezia, vincitore del campionato con 77 gol, e il Frosinone, promosso direttamente con 76. Il Catanzaro, quinto, si è fermato a 62, mentre Monza e Palermo hanno chiuso a 61. Ancora più indietro Modena con 49 reti, Juve Stabia con 44 e Avellino con 43.
In questa speciale graduatoria, il Verona di oggi, proiettato sull'intera stagione, sarebbe dunque al terzo posto, alle spalle soltanto delle due squadre che hanno conquistato la promozione diretta.
Naturalmente si tratta di un esercizio matematico e non di una previsione certa. Mancano ancora 28 giornate, gli avversari cambieranno, così come potranno cambiare le condizioni fisiche e il rendimento dei protagonisti. Ma il dato resta significativo.
E racconta anche il grande paradosso di questo inizio di campionato. Il Verona ha un attacco da primissime posizioni, ma dopo dieci giornate occupa soltanto il quinto posto con 15 punti, undici in meno del Palermo. La spiegazione sta soprattutto nei gol subiti: già 13, contro i sei dell'Ascoli, che vanta la miglior difesa del campionato.
Le ultime due vittorie, entrambe senza incassare reti, sembrano però indicare una strada diversa. Baroni ha rinunciato a qualche esperimento tattico, è tornato a un centrocampo a due, ha semplificato l'organizzazione della squadra e ritrovato maggiore solidità.
Il Verona ha già dimostrato di saper segnare. Ora deve dimostrare di saper vincere con continuità. Perché 72 gol sarebbero una cifra straordinaria, ma nel calcio non basta avere un grande attacco per conquistare la serie A. Serve anche tutto il resto.

