Hellas Verona di Redazione , 09/10/2026 16:25

Baroni: “Siamo pronti per la sfida di Modena, Suslov è in dubbio"

Marco Baroni
Marco Baroni

Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Marco Baroni, rilasciate all'antivigilia di Modena-Verona, match valido per la sesta giornata di Serie B, in programma domenica 11 ottobre alle ore 19.30, allo stadio 'Alberto Braglia'.

C'è molta voglia di ricominciare e vedere quale Verona troverà al Braglia? "Abbiamo lavorato per questo. È chiaro che è stata una sosta anomala, durata diversi giorni, però questo ci ha permesso di lavorare e di fare anche una buona prestazione nell’amichevole contro il Lugano. C'è voglia di vedere anche il lavoro che è stato fatto".

Pensa che al Verona manchi ancora qualcosa in termini di equilibrio, un aspetto su cui ha già iniziato a lavorare e sul quale sta cercando di migliorare la squadra? “Nel calcio non abbiamo tempo, l'orizzonte è sempre breve, ma è giusto così: noi lavoriamo su questo. Per consolidare serve un po' di tempo. La nostra attenzione è rivolta proprio a trovare una continuità di prestazione. La squadra è concentrata su questo obiettivo, è un gruppo che lavora e c'è tanta applicazione. Ci servono queste partite contro avversari forti per avere le risposte che cerchiamo”.

Come stanno i ragazzi dal punto di vista fisico? "Suslov è rientrato dagli impegni con la Nazionale con qualche acciacco. Oggi è stato fermo, credo anche domani, ma vedremo. Mosquera è rientrato, così come Frese e Bradaric, anche se non sono ancora al meglio dal punto di vista del minutaggio. Anche Mulattieri è a posto. Serdar ha avuto qualche problema dovuto ai carichi di lavoro importanti, ma il ginocchio sta bene. Ora abbiamo rallentato un po' per gestire il sovraccarico".

Aveva detto che la pausa le sarebbe servita anche per lavorare su soluzioni diverse e lo abbiamo visto anche contro il Lugano. Le chiedo se proseguirà su quella strada o se darà continuità a quello che abbiamo visto in campionato. "La mia ricerca è quella di avere una struttura di squadra che non cambia. Vi ho sempre parlato del centrocampo, dei tre centrocampisti che possono avere un vertice alto e uno basso, oppure anche un attaccante all'interno del vertice alto, quindi un giocatore che agisce sotto punta. Stiamo lavorando su entrambe le soluzioni e dipenderà anche dalla condizione di alcuni giocatori. Ekuban ha lavorato con continuità per due settimane, quindi vogliamo portare anche lui alla condizione migliore. Da questo punto di vista abbiamo recuperato anche Mosquera. Dobbiamo sempre avere anche una variante, quindi lavoreremo su queste due soluzioni".

Il Verona è una squadra che segna tanto ed è tra le più prolifiche della Serie B. Allo stesso tempo, però, subisce sempre molti gol. Come si arriva a un Verona che riesca a migliorare sotto questi aspetti? "C’è il dato dei gol subiti, ma siamo tra le formazioni che concedono meno tiri in porta. Siamo una squadra che si difende alta e qualche volta, quando hai 30-40 metri alle spalle, soprattutto all'inizio della stagione, si possono commettere degli errori che diventano più evidenti. La strada intrapresa è quella che stiamo seguendo, il gruppo crede in quello che fa, e andiamo avanti così. L'equilibrio, per me, non è mai soltanto difensivo, ma è un aspetto che deve trovare l'intero collettivo”.

Questa continuità bisognerà trovarla con un avversario di grossa qualità come il Modena: si tratta di una grande partita. "Il Modena ha una struttura societaria importante e ambiziosa, ha appena inaugurato un centro sportivo all'avanguardia, nel quale ho letto che sono stati investiti 18 milioni di euro, e ha allestito anche una squadra forte. In questo momento ha alcuni dei migliori dati sia difensivi sia offensivi, quindi è una formazione di qualità e con fisicità. Ben venga, perché sarà una partita difficilissima per noi che vogliamo confrontarci contro queste squadre".

Serdar potrebbe essere l'acquisto dopo questa sosta. Come sta e come procede il suo inserimento? In che posizione lo schiererebbe? "Quando sono arrivato, Serdar si muoveva tra il ruolo di mezzala e quello di quinto, senza una collocazione precisa. Per questo gli ho ritagliato un ruolo più adatto alle sue caratteristiche. È un centrocampista forte, un mediano, un giocatore che unisce qualità, continuità e anche fisicità all'interno della partita. È chiaro che lo sto aspettando lì, dove l'ho lasciato. In questo percorso ha avuto qualche problemino dal punto di vista muscolare. Ha lavorato forte, il ginocchio sta bene, però abbiamo rallentato un po’ perché dobbiamo gestire il sovraccarico a cui era stato sottoposto. Un intervento al crociato è sempre importante, quindi, anche quando si conclude il percorso clinico e riabilitativo, c'è tutta una fase di reinserimento nel lavoro che richiede ancora un po' di tempo".

C'è un dato significativo relativo alla fascia tra il 52' e il 65', in cui il Verona ha subito cinque dei sette gol incassati finora. Viene da pensare a un possibile calo di concentrazione, anche perché in alcune occasioni, come contro l'Ascoli e a Benevento, dopo aver subito una rete ne è arrivata subito un'altra. Qual è la sua sensazione a riguardo? "Sicuramente è un aspetto su cui stiamo lavorando e di cui siamo consapevoli, anche come squadra. C'è un percorso di crescita, come vi avevo già detto. Alcuni giocatori magari sono al primo anno da protagonisti: sono giocatori che partono titolari, mentre prima erano più abituati a subentrare, e devono imparare anche a gestire la pausa tra un tempo e l'altro. È qualcosa su cui saremo più attenti, questo è certo. Quando parlavo di continuità, mi riferivo proprio a questo aspetto all'interno della partita. Una squadra che vuole proporre gioco, che ha un'idea offensiva, non può permettersi cali di attenzione, di determinazione e di presenza mentale e fisica. Altrimenti si espone a rischi maggiori rispetto a una squadra che lavora più bassa e tende a fare un calcio un po' più speculativo, puntando sulle transizioni e sulle ripartenze".

Ha detto poco fa che Bradaric e Frese non sono ancora al 100% dal punto di vista del minutaggio. Il giovane De Battisti merita quindi piena fiducia? "De Battisti è un ragazzo che sta crescendo in maniera importante, ma lo avevamo già visto in ritiro. Tra l'altro, aveva anche la possibilità di andare via e ho chiesto al Direttore di tenerlo, perché è un ragazzo che viene dal Settore Giovanile, ha fisicità, qualità ed è in crescita. Questo non significa che non ci siano due giocatori più esperti e più padroni del ruolo. In questo momento, però, Frese sta rientrando da un intervento chirurgico, mentre Bradaric ha avuto una contusione muscolare che non gli ha permesso di essere in campo contro il Vicenza. Il ragazzo sta facendo buone prestazioni, quindi è molto probabile che venga riconfermato".

Un altro giovane che, secondo me, sta osservando con attenzione è Calabrese. Con Edmundsson che è rientrato dagli impegni con la Nazionale, può trovare maggiore continuità in questo momento? "Per me non è una sorpresa, perché dal primo giorno in cui abbiamo iniziato a lavorare il ragazzo ha dimostrato grandissima applicazione e concentrazione. Per me è una sicurezza, una certezza. Sto valutando la situazione dei calciatori che sono andati in Nazionale. Prima avete fatto il nome di Suslov, che ha giocato quattro partite in undici giorni. Edmundsson ha saltato l'ultima per squalifica, ma ha giocato le altre e ha viaggiato. In questa situazione, la mia attenzione e quella dello staff è rivolta proprio a valutare, nei pochi giorni che abbiamo a disposizione, la condizione psicofisica dei ragazzi rientrati dagli impegni con le rispettive nazionali. Ci prendiamo anche l'allenamento di domani per fare un'ulteriore valutazione".

Come si affronta una squadra come il Modena che probabilmente è la più propositiva tra quelle che ha affrontato nelle prime sei partite e che gioca in maniera molto simile alla sua? "È una squadra che ha qualità e molta mobilità, una caratteristica che chiaramente mette in difficoltà gli avversari. Da questo punto di vista siamo consapevoli del valore dell'avversario e abbiamo grande rispetto, però pensiamo soprattutto a quello che noi dobbiamo fare in campo. È chiaro che loro hanno qualità e giocatori importanti, come ho detto prima, anche dal punto di vista fisico. La proposta di gioco del Modena è molto interessante e alzerà ulteriormente il livello della partita".

Quanto passa del vostro campionato dalle partite in trasferta? "Mi piacerebbe avere una squadra che rompa questa sudditanza. In casa o fuori, il campo è lo stesso: gli avversari che trovi in trasferta poi li affronti anche in casa. Quando parlo di una forte identità, mi riferisco proprio a questo. Una squadra, quando diventa consapevole di quello che può fare in campo, deve riuscire a farlo su ogni terreno di gioco. Poi è chiaro che c'è l'avversario, che a volte è più bravo, e in quel caso gli stringeremo la mano".

Con l’infortunio di Compagnon, che purtroppo ha subito anche lui un infortunio al crociato, ha già individuato il sostituto? Pensa, per esempio, a Cerbone dal primo minuto sulla destra? Può giocare in quella posizione o è più orientato a schierare Livramento? "Anche Cerbone è tornato dalla Nazionale. Sebbene abbia giocato poco, non si è allenato benissimo a causa di un piccolo problema, quindi lo sto monitorando. Da quella parte c'è Sezonienko, che sta crescendo molto. Lo stiamo inquadrando perché è un ragazzo con grande disponibilità. Quando lo abbiamo valutato, abbiamo visto un giocatore con potenzialità, anche se non ha ancora un ruolo ben preciso: ha giocato da esterno, da sottopunta e anche da centravanti. Grazie alla sua disponibilità si sta ritagliando sempre più un ruolo che, secondo me, può essere importante. Abbiamo sia lui che Livramento, che secondo me possono fare bene, e per adesso stiamo lavorando su di loro".

In una sua recente intervista ha detto che i nomi sulla maglia non contano in questa categoria, che bisogna lavorare e che alcuni giocatori sono già centrati, mentre altri devono ancora esserlo. Questi giocatori hanno raggiunto la giusta mentalità? "Ho sempre detto che ci sono state squadre retrocesse che sono poi scese ancora di categoria. Questo fa capire che, quando una squadra come il Verona, che ha giocato tanti anni in Serie A, scende in Serie B, si trova di fronte a una realtà diversa e deve avere la capacità e l'umiltà di calarsi in questa realtà. È una categoria diversa, in cui c'è più aggressività, più corsa e meno tempo per giocare, quindi bisogna essere veloci. Per me è fondamentale creare un gruppo e costruire valore al suo interno, guardando alla meritocrazia al di là del nome. Questo deve essere uno stimolo per tutti, sia per chi ha già disputato campionati importanti sia per chi ha voglia di emergere. È un valore che cerco sempre di portare all'interno delle mie squadre".