Hellas Verona di Redazione , 18/09/2026 15:04

Baroni: "Il derby si gioca come se non ci fosse un domani"

Marco Baroni
Marco Baroni

La sconfitta di Benevento da trasformare in rabbia, la necessità di trovare maggiore equilibrio e un derby da affrontare senza risparmiarsi. Marco Baroni presenta così la sfida del Bentegodi contro il Vicenza, una partita che il tecnico dell’Hellas Verona considera fondamentale, pur senza definirla uno spartiacque per il campionato.

«Da Benevento siamo tornati arrabbiati e delusi – ha spiegato Baroni –. C’è stato un forte dolore, personale e da parte della squadra. L’ho percepito chiaramente. Ma proprio questa sofferenza deve darci la possibilità di crescere. Sappiamo dove dobbiamo migliorare e vogliamo farlo velocemente, perché non abbiamo tempo».

Il problema principale resta la continuità nell’arco dei novanta minuti. Il Verona crea molto e concede pochi tiri, ma continua a pagare a caro prezzo alcuni cali di attenzione.

«Abbiamo intrapreso una direzione chiara, ma ci sono ancora diversi passaggi da compiere. Dobbiamo costruire una forte identità e, soprattutto, trovare equilibrio. La continuità non serve soltanto da una partita all’altra, ma anche all’interno della stessa gara. Non possiamo perdere la percezione del pericolo e complicare una prestazione fino a quel momento molto buona».

Baroni rifiuta tanto l’euforia seguita alle vittorie contro Cagliari e Arezzo quanto il pessimismo provocato dal passo falso di Benevento.

«L’equilibrio è tutto. È ciò che nella mia vita mi ha permesso di raggiungere risultati importanti. Non mi piacciono gli alti e bassi: non ero euforico dopo le vittorie e non sono pessimista adesso. Con un rinnovamento così profondo possono esserci degli inciampi, ma questi devono aiutarci a migliorare e a diventare più forti».

Ora, però, ogni pensiero è rivolto al Vicenza.

«Non è uno spartiacque, ma è una partita fondamentale e importantissima. Un derby si prepara, si attende e si gioca come se non ci fosse un domani. Servirà una prestazione di altissimo livello sotto tutti gli aspetti, altrimenti non ne esci. Abbiamo bisogno di partite importanti e difficili per alzare il nostro livello».

Il tecnico gialloblù ha descritto il Vicenza come un avversario particolarmente insidioso: «È una squadra molto pericolosa, con un organico importante e buone individualità. La sua forza principale, però, è il collettivo. Attacca bene la porta, mette molti palloni dentro l’area e sa verticalizzare. Conosciamo le difficoltà che incontreremo e ci siamo preparati».

Baroni ha affrontato anche il tema tattico, ribadendo che il Verona non abbandonerà il percorso intrapreso: «Partiamo dalla difesa a quattro e dai doppi esterni. A centrocampo possiamo giocare con un vertice alto o basso e, dietro la punta, utilizzare anche un attaccante. Il sistema può trasformarsi in un 4-2-3-1, in un 4-3-1-2 oppure, durante la costruzione, in un 4-3-3. Non cambiamo la nostra identità, perché crediamo nel lavoro iniziato, ma al suo interno possiamo trovare soluzioni differenti».

Tra i temi più attesi c’è quello relativo a Tomas Suslov, tornato a disposizione dopo una lunga estate condizionata dal mercato.

«Per Tomas la questione è soprattutto mentale. Ha attraversato un periodo nel quale ha pensato anche ad altro ed era comprensibile. Il corpo è più semplice da riportare dentro, mentre per la testa serve più tempo. Finora mi ha dato grandissima disponibilità. Sarà compito mio, ma anche suo, aumentare ancora la dedizione, l’attenzione e la voglia di sentirsi pienamente dentro la squadra».

Baroni ha poi sottolineato il ruolo dei calciatori che entrano dalla panchina: «Io parlo sempre di venti titolari. Spesso il risultato cambia nel secondo tempo e nei quarti finali della partita. Chi non parte dall’inizio pensa di essere meno importante, ma può diventare il giocatore decisivo. Avere tutti accesi alza anche il livello degli allenamenti».

Il tecnico ha difeso Edmundsson, finito sotto accusa dopo Benevento: «Eddie sta facendo benissimo. A Benevento ha toccato novanta palloni e completato 71 passaggi. Per un difensore centrale chiamato a partecipare a una costruzione alla quale non era abituato è un dato importante. È un ragazzo meraviglioso e un atleta spettacolare. Può commettere qualche errore, come tutti, ma credo che possa raggiungere un livello molto alto nel consolidamento del ruolo».

Parole positive anche per Sarr: «È un ragazzo molto sensibile, che ha bisogno di sentirsi apprezzato e di avere continuità. Gliela sto dando, anche se il ruolo dal quale parte non è esattamente il suo. Sta lavorando molto per migliorarsi e può diventare una bella sorpresa anche in quella posizione».

Sulla situazione degli indisponibili, Baroni ha spiegato che Ekuban è in fase di ricondizionamento dopo un piccolo risentimento senza lesioni e dovrebbe tornare pienamente in gruppo dopo la sosta. Progressi anche per Serdar, mentre Frese si avvicina al rientro.

Infine, il divieto di trasferta imposto ai sostenitori vicentini: «Da uomo di sport provo un grande dispiacere. Il calcio è della gente, del pubblico e dei tifosi. In Italia esiste una forte componente preventiva e sembra quasi che vietare le trasferte sia diventata l’unica soluzione. Non voglio entrare in questioni che non mi competono, ma resta il dispiacere di vedere un derby senza una parte della sua tifoseria».

Il Bentegodi sarà tutto gialloblù, ma per Baroni questo non dovrà trasformarsi in un peso: «La pressione è vita. Chi non vuole pressione resta a casa. Più aumenta, più significa che stiamo facendo qualcosa di importante. La nostra gente vuole vedere una squadra volitiva, capace di lottare su ogni pallone. Dovremo giocare pallone dopo pallone, metro dopo metro: è questo il significato di partite come il derby».