Hellas Verona di Redazione , 13/05/2026 13:37

BORSINO ALLENATORE | Ecco perché adesso in pole c'è Inzaghi

Il borsino degli allenatori
Il borsino degli allenatori

Il futuro della panchina del Verona resta uno dei temi più caldi in vista della prossima stagione. Tra indiscrezioni, valutazioni interne e suggestioni di mercato, il club gialloblù sta iniziando a delineare il profilo del prossimo allenatore. E il nome che continua a occupare la posizione più alta del “borsino” è quello di Filippo Inzaghi.

L’attuale tecnico del Palermo viene considerato il favorito nella corsa alla panchina scaligera. Un interesse che nasce da motivazioni precise: esperienza, leadership e soprattutto una straordinaria conoscenza della Serie B, categoria nella quale Inzaghi ha spesso lasciato il segno. Tuttavia la situazione è ancora tutta aperta. L’ex attaccante del Milan è infatti fortemente legato al Palermo e il suo futuro dipenderà molto anche dall’esito dei playoff promozione dei rosanero. Una promozione in Serie A cambierebbe inevitabilmente gli scenari, mentre in caso contrario potrebbero aprirsi valutazioni differenti sia da parte del tecnico che della società siciliana. Verona osserva e aspetta, consapevole che quello di Inzaghi sarebbe un profilo capace di accendere immediatamente entusiasmo e ambizioni.

Alle sue spalle resta molto forte la candidatura di Alberto Aquilani, oggi alla guida del Catanzaro. Il tecnico romano piace per la qualità della proposta di gioco e per l’idea di calcio moderna e propositiva che ha mostrato nelle sue esperienze in panchina. A Verona viene considerato un allenatore con grandi margini di crescita, ideale per aprire un nuovo ciclo tecnico. Anche in questo caso, però, ci sono variabili da considerare: Aquilani è reduce da una stagione importante in Calabria e il Catanzaro vorrebbe proseguire il progetto con lui. Ma il richiamo di una piazza storica come Verona potrebbe rappresentare un’occasione difficile da ignorare.

Più staccato Alberto Gilardino, nome che continua comunque a rimanere nei radar del club. L’ex campione del mondo è apprezzato per il percorso costruito negli ultimi anni e per la capacità di lavorare sotto pressione, ma al momento sembra leggermente dietro rispetto ai primi due candidati.

Occhio poi a Ignazio Abate, attuale allenatore della Juve Stabia. Il suo nome viene seguito con interesse soprattutto per il lavoro svolto finora: intensità, valorizzazione dei giovani e idee molto moderne. Sarebbe una scelta differente rispetto a Inzaghi o Gilardino, più orientata alla progettualità e alla crescita nel medio periodo. Verona, storicamente, ha spesso saputo anticipare i tempi scegliendo allenatori emergenti prima della definitiva consacrazione, e Abate potrebbe rientrare perfettamente in questo identikit.

Infine resta sullo sfondo Ivan Juric. Il croato continua a rappresentare un pezzo di storia recente dell’Hellas e il suo nome inevitabilmente riaccende la fantasia della tifoseria. Il suo ritorno, però, oggi appare complicato sia per motivi economici sia per il tipo di percorso professionale che Juric sembra voler intraprendere.

Molto dipenderà dalle prossime settimane, dagli incastri di mercato e soprattutto dalla categoria in cui il Verona si troverà a programmare la nuova stagione. Ma una sensazione già c’è: la società vuole evitare scelte improvvisate e individuare un allenatore capace di dare identità, credibilità e ambizione a un progetto che dovrà necessariamente ripartire con basi solide.