IL PAGELLONE DI VERONA-MILAN: Edmundsson c'è, speranza Vermesan. Orban innervosisce e basta

MONTIPO’ 6 Questa volta attento nelle uscite e sulle palle alte. Viene bucato da una dormita della squadra, ma anche dalla bravura del Milan, che costruisce una bella azione in velocità.
NELSSON 6 Non costretto a grandi cose contro un Milan nefando, che trova un gol in maniera inspiegabile, a sua insaputa. Abbastanza scolastico, ma comunque non in difficoltà.
EDMUNDSSON 6.5 Dopo il passo falso di Torino, si rimette in bolla con una buona prestazione, attenta e precisa. Sovrasta Leao che è un di quelli che ti fanno venire il nervoso solo a vederlo camminare. Il colosso faroese non si fa impietosire e lo pialla senza sensi di colpa. Prova una bella conclusione da fuori ma i giri sono sbagliati. Cerca gloria di testa sui calci d’angolo, ma senza fortuna.
VALENTINI 6 Leggi Nelsson.
OYEGOKE s.v. Finisce ko per una botta al ginocchio. Peccato, stava davvero facendo bene.
LIROLA 4 (dal 21° p.t.) Scusate, non ero nemmeno accorto che fosse entrato in campo.
AKPA AKPRO 5 Vi ricordate il film “La Storia Infinita”. Il grande nemico è il “Nulla”, una forza oscura che divora il regno di Fantasia. Ebbene, anche lui viene divorato dalla pochezza di una partita dai contenuti tecnici imbarazzanti. Questa volta non riesce nemmeno a metterci la sua solita vivacità, quella corsa che gli permetteva di andare oltre. Inghiottito dalla mediocrità di due formazioni senza arte né parte.
AL MUSRATI 5 (dal 19° s.t.) Non aggiunge nulla a una squadra che non ha più nulla da dare. La sua avventura a Verona si avvicina lentamente alla conclusione. Per fortuna.
GAGLIARDINI 5 Ovvio che il paragone non si possa fare con un fuoriclasse come Modric, che anche a 40 anni gioca a occhi chiusi. Questo per dire che pur non essendo un fulmine, il croato fa viaggiare il pallone con la testa, non solo coi piedi. Gagliardini ce la mette, ma è costretto davvero, spesso, a fare tutto da solo, abbandonato da Bernede e Akpa Akpro. Insomma, ha colpa, ma da condividere coi compagni.
LOVRIC s.v. (dal 37° s.t.)
BRADARIC 4 E’ uno che una buona parte di campionato aveva sempre dato qualcosa, magari non sempre in gran spolvero, ma comunque dentro. In questo momento è in grave difficoltà, fatica proprio a correre, non ha lo spunto e sbaglia davvero una quantità discutibile di giocate. Non voglio pensare che abbia tirato i remi in barca, perché non lo credo, ma così non serve a nulla.
VERMESAN 6 (da1° s.t.) Nel giro di pochi minuti, un bel tiro da fuori che complica la vita a Maignan. E un’altra bella botta fuori non di molto. Almeno ci prova il ragazzino.
BELGHALI 5.5 Dà l’impressione di poter sempre inventare qualcosa, con quelle gambe che sembrano intorcolarsi tra loro, ma che invece poi scivolano leggere sul campo. Però si perde sempre sul più bello. Vedi la clamorosa occasione che sciupa solo soletto davanti a Maignan. Decide il tiro rasoterra, quando avrebbe avuto più senso provare a metterla sotto al sette. Vabbè, un alibi ce l’ha, ossia aver giocato ancora una volta in un ruolo non suo. Cercando comunque di cavarne fuori qualcosa di positivo.
BERNEDE 4 La fotografia della sua partita è quando Gagliardini, con ampi gesti, lo invita a darsi una mossa. E’ piantato per terra e solo raramente si ricorda di non essere una bella statuina. Quando si sveglia, però, perde i palloni come uno scolapasta che non riesce a trattenere l’acqua. Dice che deve capire se resterà a Verona anche in serie B. Se è questo, la porta è da quella parte…
ISAAC s.v. (dal 37° s.t.)
ORBAN 4.5 Allora, se gli arrivano palloni lunghi non ne becca uno. Ma, poveraccio, non è il miglior modo per aiutarlo. Il punto è che anche quando si trova ad attaccare la porta frontalmente non ne tira fuori niente di buono. Soverchiato dalla difesa colossale del Milan, sembra un bambino bullizzato. Che per ribellione, però, tira fuori quell’indolenza che fa solo innervosire. Perde tantissimi palloni senza quasi preoccuparsene. Per lui vale lo stesso discorso fatto per Bernede.
ALL. SAMMARCO 5 Avere fuori contemporaneamente Suslov, Sarr, Mosquera e Bowie di certo non aiuta. Ma le scelte non convincono del tutto, soprattutto ancora una volta Belghali fuori posizione. Il primo tempo è terrificante, senza un minimo di ardore, verrebbe da dire amor proprio. Qualcosina in più nella ripresa, ma sempre sotto il minimo sindacale. L’agonia continua, inesorabile e le colpe sono anche sue. Non condivido il parere di chi dice che lui sia esente da responsabilità. Ovvio, ha preso in mano una situazione già abbondantemente compromessa. Però di tempo ne ha avuto a disposizione.
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