VIGHINI | Sogliano non può andarsene lasciando il Verona in B dopo questa stagione maledetta

Può essere che ci stia pensando. Ma di certo non ha ancora deciso. Sean Sogliano ha ancora un anno di contratto con il Verona (giugno 2027) e non è detto che se ne vada alla fine di questa stagione. Un'annata che sicuramente ha prodotto scorie e fatto cambiare traiettorie. Ai deboli di memoria questo pessimo campionato ha fatto dimenticare i miracoli in serie di questo ds che ha dato il meglio di sè a Verona. Ricapitolando: stagione 2012/2013 Sogliano arriva in gialloblù scelto da Maurizio Setti e conquista subito la serie A, che per i tifosi del Verona era un miraggio che mancava da 11 anni (undici!). L'anno successivo allestisce il Verona più bello degli ultimi anni: Romulo, Iturbe e soprattutto Luca Toni sono alcune delle sue intuizioni e il Verona guidato da Mandorlini fa 54 punti un record, anni di Bagnoli a parte. L'anno successivo è ancora una salvezza tranquillissima, con il Verona che raccoglie 46 punti (e sono 100 in due anni di serie A). Dopo aver litigato con Setti, torna al capezzale di un Verona ormai moribondo nel 2022. La squadra è ultima a cinque punti, solo qualche malato di mente parla di salvezza. Sogliano rivitalizza il Verona, resiste alle pressioni della piazza che chiede a gran voce l'esonero di Bocchetti e lo porta a giocarsi lo spareggio con lo Spezia a Reggio Emilia. Incredibile ma vero: l'Hellas che a dicembre era praticamente spacciato, riesce a salvarsi.
L'anno successivo con Baroni in panchina, Sogliano affronta una pesantissima crisi finanziaria della proprietà, creando plusvalenze incredibili e salvando nuovamente l'Hellas sia in campo sia fuori. Impresa che riesce anche nella stagione successiva quando il ds sceglie Zanetti come allenatore, dopo che Baroni ha comunicato di non voler più allenare la squadra scaligera a causa del troppo stress accumulato l'anno precedente. Resta a capo della parte sportiva del Verona anche dopo la cessione di Setti al fondo Presidio Investors. La proprietà gli chiede di agire esattamente con le stesse modalità degli anni precedenti. Quindi, in primis, creazione di plusvalenze, indispensabili per tenere in vita il club. Un rischio elevatissimo in ambito sportivo e calcistico. Infatti, complice sfortuna, infortuni a nastro e qualche evidente errore, il Verona crolla.
Eppure a detta di tutti gli addetti ai lavori anche in questa stagione Sogliano ha lavorato benissimo. Ha scovato giocatori come Belghali, Bella Kotchap, Giovane, Orban e a gennaio Edmundsson e Bowie. Ma l'alchimia di tramutare singoli buoni giocatori in squadra non è riuscita. Nonostante questo il Verona ha creato altri trenta milioni di pluslvalenze a gennaio (Giovane e Cissè), che hanno ancora una volta salvato i bilanci, gravati dalla situazione debitoria precedente e che necessitavano di un'immissione di denaro fresco da parte della nuova proprietà che invece continua con la linea pericolosissima dell'autosostentamento.
Giudicare Sogliano per questo ultimo anno sarebbe come, con le dovute proporzioni ovviamente, giudicare Osvaldo Bagnoli per la retrocessione dell'89-'90 alla fine di un ciclo incredibile.
Ma ora la domanda è questa: è finita l'esperienza di Sogliano a Verona, oppure ci sarà almeno un altro anno? Su questo il ds sta riflettendo. E prima di tutto c'è la necessità di conoscere i programmi della società in vista della prossima stagione. Che cosa vuole fare la Presidio? Tagliare i costi, abbattere il monte ingaggi, vendere ancora i migliori della rosa?
E poi: Sogliano ha ancora stimoli, motivazioni per affrontare un campionato duro, logorante, difficile come la serie B in cui la calma e la fermezza spesso fanno la differenza? Di certo in questo momento la voglia di rivalsa unita alla rabbia per una stagione maledetta potrebbe anche farlo rimanere. Lasciare Verona in serie B, dopo questo disastro non è da Sogliano. A breve la risposta.

