TOP E FLOP | Como, che bellezza. Disastro di Montipò: il meglio e il peggio della 29° giornata

Como-Champions, il sogno continua. La Roma di Gasp, invece, stecca ancora negli scontri diretti. Aspettando Vlahovic Spalletti ha rigenerato Boga. Tornano i tifosi allo stadio e torna anche la Lazio, che chiude in faccia al Milan la porta della rimonta scudetto. Zapata, sei un lusso che pochi possono permettersi. Montipò, ennesimo errore. I top e i flop della giornata.
TOP
COMO. Vittoria nello scontro diretto con la Roma condizionata dall’ennesimo grave errore arbitrale sull’espulsione di Wesley, ma sul campo ha e ci sta mettendo qualcosa in più. Quarto posto in solitaria, da Natale in poi ne hanno vinte 9 su 14 (4 consecutive), è la seconda miglior difesa del campionato (22 gol presi) ed è la seconda per minor numero di sconfitte 5. Fabregas non vincerà mai il premio simpatia, ma a livello di campo è quello che, supportato da una rosa di alto livello, sta facendo vedere le cose migliori.
BOGA. Alzi la mano chi alla fine del mercato di gennaio non ha pensato cosa se ne fa la Juve di Boga? Invece Spalletti ha trasformato quella che sembrava essere una toppa mal riuscita (la Juve ha rincorso per settimane una punta centrale, e alla fine ha preso un esterno) in un fattore positivo, riscrivendo l’attacco (Yldiz centrale, David in panchina, Openda addirittura fuori dai radar). La risposta sono i tre gol consecutivi nelle ultime tre partite per una Juve tornata in corsa per la Champions dopo le sconfitte con Inter e Como.
LAZIO. Tornato il tifo è tornata anche la Lazio per la partita che potrebbe aver chiuso il campionato a anche rappresentare l’ultimo acuto di una stagione compromessa dal rapporto che pare irrecuperabile tra Lotito e i tifosi e successivamente anche con allenatore e squadra.
Sul campo Sarri e i giocatori hanno risposto con una prestazione gagliarda, volonterosa, che non cambierà la stagione ma che ha onorato la maglia e chi è tornato allo stadio.
ZAPATA. Il gol gioiello al Parma è la conferma che è un lusso averlo, specie se in rosa si hanno altri attaccanti titolari come Simeone e Adams o giocatori offensivi di grande qualità come Vlasic. Il motivo per cui il Torino vale di più della sua attuale classifica che D’Aversa sta contribuendo a migliorare dopo il fallimento di Baroni.
CARACCIOLO. Prima di questa stagione la serie A l’aveva vista a Verona, nell’anno di Pecchia. E anche allora l’impressione è che ci stesse a fatica. Uguale sensazione nel Pisa, dove probabilmente non riuscirà ancora una volta a salvarsi ma sarà ricordato per la doppietta al Cagliari realizzata da capitano, a 35 anni.
FLOP
MILAN. E’ la miglior difesa del campionato e la squadra che ha perso di meno (3 con la sconfitta dell’Olimpico) ma si è giocata la chances di riaprire il campionato. E a Roma sono riemersi vecchi problemi: dalla gestione di Leao, tornata ad essere spinosa, gli alti e bassi di Pulisic, abulico da settimane, la mancanza di un vero numero nove, non seconde scelte come Fullkrug e l’indispensabilità di Rabiot accanto a Modric, cosa a cui Allegri non può davvero rinunciare. Col rientro dei big di Conte, rischia anche il sorpasso al secondo posto da parte del Napoli.
ROMA. E dopo la nona, la decima. Il dato principale è ancora quello. Al netto delle giuste lamentele per l’arbitraggio di Como, dieci sconfitte in campionato sono tantissime per una squadra di vertice (Atalanta e Napoli 6, Lazio 9, Parma e Bologna 11, Genoa 12 per fare un confronto). In più, ancora una volta manca clamorosamente nello scontro diretto. Finora con le prime cinque (Inter, Milan, Napoli, Como e Juve) la Roma di Gasp ha vinto una sola volta (col Como all’andata), ne ha pareggiate tre e perse 5 (6 considerando l’Atalanta che è settima).
PISACANE. Allenatore tra i più chiaccherati tra gli emergenti, forse troppo visti i recenti risultati. La rosa del Cagliari non era tra le peggiori del campionato, e i 30 punti in classifica li vale tutti, forse gliene manca pure qualcuno. Indicativo che dopo essersi praticamente salvato contro il Verona, ha fatto 2 punti in 6 partite, perdendo pure a Pisa. Da rivalutare.
MONTIPO’. Continua a prendere gol evitabilissimi, condizionando risultati e partite. Alla 29/esima giornata della sua peggior stagione a Verona però il problema è anche chi lo ha riproposto dopo che Zanetti (peraltro con ritardo) lo aveva messo in panchina.
PUSCASIU. Capo della Presidio Investors, presenza fissa da settimane e che ha già vinto tutte le altre nomination da qui alla fine del campionato. Per non dimenticare che a gennaio, quando la squadra aveva necessità di rinforzarsi, dopo aver assicurato, tramite il portavoce di Zanzi, che si sarebbe lavorato per migliorare la squadra, la priorità della Presidio è stato cedere Giovane. E solo dopo la cessione di Cissè, seconda plusvalenza invernale, sono arrivati non dei rinforzi ma dei rimpiazzi di chi era partito. Per distacco, con la Presidio al completo, il principale responsabile di una ormai delineata vergognosa retrocessione.

