Hellas Verona di Gianluca Vighini , 21/02/2026 10:36

VIGHINI | Sean, è arrivato il momento di parlare e riaccendere la luce in questa notte buia

Sean Sogliano
Sean Sogliano

Stavolta non c'è nemmeno Pairetto a cui dare la colpa. La verità è lì, imbarazzante, sotto i nostri occhi. Affondiamo e lo stiamo facendo nel peggiore dei modi. Senza lottare. Impotenti. La casa di carta dell'Hellas è solo una banca da cui trarre profitti infiniti. L' ha spremuta Setti, poi sono arrivati questi tedesco-americani che hanno fatto persino peggio. Setti galleggiava, Presidio affonda. La dissipazione è evidente. Ma c'è un limite. Non è possibile che Sean Sogliano permetta uno scempio di questo tipo. Non ci sono alibi alla gara di Sassuolo (che è più forte, più organizzato, più ricco, più tutto). Ma l'evaporazione dopo 41 minuti di gioco (discreto) non ha spiegazioni se non che gli uomini scelti dal ds si stanno rivelando una barzelletta. Attenzione: non stiamo dicendo che siano cattivi giocatori. Ma che umanamente e professionalmente valgono zero. Non c'è un gruppo, un'identità. Leader non se ne vedono. Al Musrati non merita la maglia del Verona. Come altri. Tanti altri. La svolta “cambio allenatore” non s'è vista. Sammarco sta facendo peggio del povero Zanetti, ridotto sull'orlo di un esaurimento nervoso da un gruppo di mercenari senza anima. Il giovane tecnico è l'unico a non avere responsabilità. Ma doveva giocarsi questa chance con più coinvolgimento, più empatia, più sofferenza. Le ultime due conferenze stampa, per quello che valgono, hanno chiaramente fatto capire il suo distacco dall'ambiente Verona. Troppi i distinguo: non c'ero, non so cosa sia successo prima. Eh no, mister. Se hai preso questo fardello, questo fardello adesso è tuo, devi conoscere tutto perfettamente, perché Belghali non recupera, perché si è arrivati a questo punto.

Con molta franchezza, penso che sia arrivato anche il momento che Sogliano ci dica qualcosa. Dopo il mercato non ha parlato, lasciando alle supercazzole di Zanzi il compito di annebbiarci la mente. Sean è il punto di riferimento di questo Verona. L'unico. Lo diciamo da sempre. Ma è come se il suo faro si fosse spento. E così i tifosi, meravigliosi, grandiosi, straordinari, stanno brancolando nel buio più totale. Riaccendete la luce, per favore. E fateci sapere di che morte moriremo.