TOP E FLOP | Vanoli si risolleva, Presidio e Lotito: che delusione

Malen arriva e fa gol: adesso la Roma (che ha ascoltato Gasperini) ha l’attaccante che gli mancava.
La Lazio, che invece non ha ascoltato Sarri, ha più guai di prima (e il rapporto con Lotito è ai minimi termini). Il gol di uno che non segna mai, Lobotka, tiene in corsa l’incerottato Napoli di Conte. Allegri, da secondo, comincia la discesa verso il traguardo finale. Cosa va nel Verona: Slotsager; cosa non va? La Presidio. Ecco i top e flop della giornata.
TOP
MALEN: Se Torino vale una prova è il giocatore che per caratteristiche e qualità tecnica può elevare il gioco offensivo della Roma: intanto consente a Dybala di giocare dove ha sempre determinato, non più da falso nove, e poi è uno che ha sempre segnato (tra Arsenal, Psv, Dortmund, 4 gol e 1 assist sempre da subentrato nella sua ultima squadra che è stata l’Aston Villa). Un arrivo che può ridurre il gap di gol con le prime (l’Inter ne ha segnati quasi il doppia) e rilanciare i giallorossi nella volata Champions.
LOBOTKA. Tra le tante qualità che ha non ha certamente il gol (una decina con le nazionali, 6 nei vari campionati in Italia e all’estero finora disputati, in oltre 450 presenze), per questo quando segna è un evento da celebrare. Specie se come questa volta da respiro ad un Napoli che sta vivendo un momento molto complicato per gli infortuni, e che ha come quasi unica arma per vincere le partite l’applicazione e la sofferenza.
MILAN. Non tanto per il successo contro il Lecce, che comunque fa notizia perché finora i rossoneri hanno dilapidato un patrimonio di punti (11 da inizio stagione) con le piccole. Ma perché finito questo ciclo terribile di partite consecutive, inizia la fase in discesa per Allegri. Quella in cui le altre hanno le coppe, e continueranno a giocare ogni tre giorni, e il Milan ha invece solo il campionato, dove è secondo a tre punti dall’Inter capolista.
VANOLI. Peggio di Pioli e di quell’inizio super complicato in cui erano arrivate anche tre sconfitte consecutive (la terza fu quella contro il Verona al Franchi) non poteva fare. Poi però con qualche cambio tattico e qualche innesto (la Fiorentina può fare e farà interventi come nessuno nella parte bassa della classifica), sembra avere trovato la quadra per risalire. La spinta emotiva dovuta alla tragica scomparsa del presidente Commisso e alla voglia di onorarlo al meglio ha fatto il resto.
SLOTSAGER. La risposta alla domanda: cosa c’è di buono in questo periodo nel Verona? La risposta appunto è questo ragazzo danese che nell’emergenza ha debuttato e ha dato buoni segnali, di coraggio e personalità nella partita e mezza finora giocata. Quelle menti sgombre ma anche quella voglia di compiere un’impresa di cui ha bisogno Zanetti per provare a salvare il Verona.
FLOP
PRESIDIO. Investors di nome, ma non di fatto. Il Verona (squadra) è un pugile suonato, costretto alle corde da infortuni e risultati avversi, che non vuole cedere e aspetta la campana del mercato per prendere fiato all’angolo e ricaricarsi per i terribili round finali con la volontà di restare in piedi sino alla fine. Quella campana la deve far suonare la Presidio: non l’abbiamo ancora sentita…
LOTITO. L’altra faccia di Roma, dove da una parte l’allenatore è stato ascoltato e da questa no.
Saltato il mercato estivo per problemi legati alla gestione societaria, con la squadra che l’anno scorso era rimasta fuori dall’Europa con Baroni; l’unico valore aggiunto era la guida tecnica. E Sarri, nonostante una rosa poco adatta al suo stile di gioco, il suo l’ha fatto; tenendo la Lazio a metà classifica e aspettando il mercato invernale come l’acqua per uno che cammina da giorni
nel deserto. Gli acquisti (e le cessioni) gestite però da Lotito, in palese contrapposizione con le idee dell’allenatore, rischiano di far saltare il banco e di condannare la Lazio alla seconda stagione fallimentare consecutiva.
BOLOGNA. Forse è perché ha esaurito i tiri nel sette contro il Verona, forse è solo un fisiologico
prolungamento del periodo di appannamento che sembrava finito al Bentegodi, ma con la Fiorentina si è rivista una squadra senza idee, con poca energia, lontana da quella che si è giocata la finale di Supercoppa e che Italiano ha riportato con fatica in zona Europa. Non ultimo, visto come si muove la concorrenza, servirebbe anche una rinfrescata alla rosa, dopo un mercato estivo al ribasso.
ATALANTA. Le tre vittorie consecutive dell’ultimo periodo sembravano aver certificato il cambio di passo. Invece con il Pisa si è rivisto il peccato originale di questa stagione, l’Atalanta che non riesce a imporre ritmi e forza, soffrendo un avversario molto inferiore sia dal punto di vista tecnico che del palleggio. L’ennesima conferma che in questo campionato se non sei massimale non ottieni i risultati.
FRATTESI: Due anni diversi, due allenatori diversi, lo stesso minutaggio. Non giocava con Inzaghi, non gioca con Chivu che pure ha molta più attenzione alle rotazioni e ha dato tanta fiducia alla panchina. Forse un motivo c’è, ma, pensando anche alla Nazionale, è comunque arrivato il momento di lasciare l’Inter.

