Cioffi si giustifica:"Ho fatto una scelta professionale, ero in buona fede quando lasciai Udine"

Ecco come Gabriele Cioffi ha spiegato il suo addio all’Udinese per sedersi sulla panchina del Verona, scelta che gli è costata la contestazione dei tifosi friulani ora che è tornato a sedersi sulla panchina bianconera: “Se la società non avesse percepito una buona fede e professionalità da parte mia io non sarei tornato qui. Poi le persone fanno i film, ma la società ha capito la mia buona fede e perchè no la mia ingenuità, non c’è da vergognarsi. La mia è stata una scelta professionale e va rispettata, può aver ferito la sensibilità di qualcuno, ma il legame con il Friuli è rimasto forte, nei due anni in cui sono rimasto qui ho creato amicizie forti, anche quando ero a casa sono tornato più volte in visita perché è una terra che mi piace. Sullo staff Bacci è stato l’unico giocatore che mi ha picchiato ancora prima che cominciasse una partita, mi diede una botta sul petto che ancora mi ricordo. Siamo rimasti in contatto, ha lavorato in D, poi in B portoghese da primo per tre anni, è stato assistente di Lucesco tra PAOK e Arabia, quest’anno ha rescisso e abbiamo deciso di intraprendere un percorso insieme. Andrea Aliborni è una piacevole scoperta fatta a Viareggio, ho grande rispetto di Andreazzoli, era con lui, l’ho incotrato e ci ho parlato di calcio, quando c’è stata la necessità e l’opportunità l’ho chiamato”.

