Cioffi: sette giorni per ritrovare il Verona

Sette giorni. Sette giorni per dare un senso ad una squadra che è ancora incompiuta, sette giorni per trovare la forma giusta, sette giorni per trovare un gioco, sette giorni per saldare una panchina che in questo momento traballa pericolosamente.
Saranno sette giorni lunghi lunghissimi quelli che dividono Gabriele Cioffi dalla gara con l’Udinese, il suo passato recentissimo che si ripresenta sotto forma di rivelazione del campionato, sperando non si tramuti in un incubo per lui e per il verona. Firenze ci ha restituito una squadra piena di problemi, un passo indietro, quasi un rigettare ancora una volta il lavoro dell’allenatore. Il Verona non ha ancora un’anima, una personalità, un’identità. Peggio ancora non ha ancora un gioco.
Non è nè carne nè pesce, due passi avanti e uno indietro, quando pensi di aver risolto il problema ecco che se ne presenta un altro. Cioffi non ha più tempo, questa pausa deve essere servita a resettare ancora una volta e a ripartire. Eppure ci sono tanti motivi per essere ancora ottimisti. Cioffi non ha mai avuto la squadra titolare fino ad oggi. Verdi, Hrustic, ma anche Tameze sono giocatori fondamentali per il Verona. Ritrovando i due trequartisti si spera che finalmente il gioco scorra più fluido, più legato con quelle triangolazioni che sulle fasce hanno fatto le fortune della squadra scaligera. Verdi sulle orme di Caprari, un giocatore da ritrovare, Hrustic da inventare, Tameze da recuperare.
Ma ci sono anche altre questioni, come la difesa. Che balla ancora troppo, esposta come a Firenze alla velocità degli avversari, esposta a figuracce com’è capitato al povero Coppola. Cioffi ha la grinta per uscire anche da questo momentaccio. E lunedì sarà anche la sua sfida personale. Quella per conquistare finalmente Verona e il Verona.

