Hellas Verona di Gianluca Vighini , 26/07/2022 9:24

CESSIONE VERONA. Tutto quello che sappiamo (e non sappiamo)

Marroccu con Setti
Marroccu con Setti

Cosa sappiamo fino ad oggi di una possibile cessione del Verona? Setti vuole davvero mollare l’Hellas? E’ questo il tempo giusto? In un ambito del genere, privatistico e dove si firmano contratti per mantenere il massimo riserbo (con pesantissime penali da pagare…) è durissima muoversi. Diffidare da chi (tanti, troppi) mandano vocali sul web accampando fantomatici amici nei giornali (ovviamente bene informati…) è il minimo. E’ il tempo dei social. S’invoca a “fare bene il mestiere di giornalista” ignorando che in questo momento “fare bene il giornalista” non significa sparare cavolate senza fondamento, ma basarsi sui fatti e verificare le notizie. Probabilmente se e quando il Verona verrà ceduto lo leggeremo attraverso un comunicato stampa solo a cose fatte. Ma restano comunque degli indizi che è interessante analizzare.

LA STANCHEZZA DI SETTI. Dopo 10 anni di Verona Setti viene descritto come uomo stanco. Ha tenuto botta a situazioni terribili, come quando rischiava di non risalire dalla serie A con Grosso. Ha vinto tante scommesse, forse ha perso quella più importante: avere la stima della piazza. Gli anni di Setti sono stati costellati da clamorosi divorzi. Prima Sogliano, poi Bigon, poi Fusco, infine D’Amico, il figlio “prediletto”, la sua scoperta. Poco si è indagato su questo addio. In realtà un vero trauma per il Verona. Un addio che ha cambiato la mappa del potere dell’Hellas. Oggi in sede comanda Simona Gioè, donna dei conti, e non chi fa la parte sportiva. Setti ha completa fiducia di Gioè, forse è un primo indizio che fa capire che in questo momento è più importante mantenere i conti apposto per un’eventuale cessione che tenere Lazovic o Caprari in gialloblù.

L’INCHIESTA DI BOLOGNA. Capitolo spinosissimo e tutt’ora fronte aperto. Cosa succederà? Finora Setti ha incassato qualche round, ma la partita resta ancora da giocare. E’ un fronte caldo che potrebbe vedere al lavoro una “diplomazia” parallela per sistemare i rapporti con Volpi. Setti è convinto di avere ragione, ha sicuramente delle carte in suo possesso, ma l’inchiesta è comunque una spada di Damocle sulla sua testa.

LE DICHIARAZIONI. Qualche anno fa, ricevendo una delegazione di giornalisti a Carpi nella sua azienda, Setti disse: “Se cedo il Verona lo cedo solo a chi è molto più grande di me”. Il riferimento era rivolto a eventuali compratori veronesi che al tempo si erano fatti vivi. Recentemente a Telenuovo, davanti alla domanda se bastassero 100 milioni di dollari per acquistare il Verona, il presidente ha spiegato: “No, penso che valga di più, molto di più”.  Cifra che, diceva sempre Setti: “Non è neanche sufficiente per iniziare una trattativa”.

QUANTO VALE? E allora il punto è: quanto vale il Verona? Il Genoa è stato pagato circa 150 milioni di euro, debiti inclusi. Il Verona dunque può valer più o meno questi soldi. Da tenere presente che una franchigia dell’Mls ha un valore molto più alto: dai 500 ai 700 milioni di dollari, come ha spiegato l’agente Andrea D’Amico a Supermercato. Quindi per un gruppo americano spendere 120-130 milioni è tutto sommato un investimento molto abbordabile.

L’INFORMATIVA MERGEMARKET. Ieri Luca Cerchione, un giornalista radiofonico napoletano che è anche “Imprenditore, specializzato in management delle imprese sportive”,  ha rilanciato un’informativa di Mergemarket, un sito economico specializzato nel fornire dettagli su un eventuale affare. Nell’informativa si parla di Deutsche Bank come advisor di Setti per una cessione di quote per un valore di 100 milioni di euro. Non si parla in realtà, come dice il giornalista nel suo tweet, di quante quote venderebbe Setti e se lui restasse in maggioranza. Tggialloblu.it ha chiesto a Mergemarket di confermare la notizia, ma a tutt’oggi non è arrivata nessuna risposta.

IL MANTOVA. Infine c’è il capitolo Mantova. Setti dovrà compiere una scelta entro il 2023 e decidere quale società tra quella virgiliana e quella scaligera mantenere. Molti vedono in questa scelta il futuro del Verona. Se Setti scegliesse Mantova, ovviamente, vuol dire che cederebbe il Verona. E viceversa. Forse per non restare imbrigliato in questa logica “costrittiva” che lo penalizzerebbe in una eventuale cessione del Verona (ma è solo una supposizione) Setti ha trovato recentemente un socio per il Mantova. E’ Filippo Piccoli, lo sponsor del Verona. L’entrata in società l’ha confermata alla Voce di Mantova lo stessi Setti: “Piccoli? Bravissimo imprenditore, persona in gamba. Confermo che entrerà in società e gestirà l’area commerciale. Con lui potete stare tranquilli” ha detto il presidente del Verona. 

TIMING. E dunque sarà ceduto il Verona? A sentire radio mercato Setti e Marroccu stanno cedendo tutto il cedibile e questo potrebbe significare due cose: la prima che Setti vuole sistemare i conti, sistemare eventuali pendenze, collocare la valutazione del Verona a un punto più basso e cedere. Oppure che Setti, come ha sempre fatto in questi anni, cerca di avere un Verona “sostenibile” per la sua forza finanziaria anche a scapito del lato sportivo. La verità si potrebbe scoprire a novembre, quando cade a proposito la lunga pausa per i mondiali. Quale periodo migliore per un closing e un passaggio di consegne societario, tenuto presente che poi c’è anche la finestra di mercato che permetterebbe eventuali “riparazioni”?