Hellas Verona di Alberto Pizzini , 19/07/2022 20:06

L'ANALISI. Da Juric-Tudor a Cioffi. Ecco come cambierà il Verona tatticamente

Cioffi con la sciarpa del Verona
Cioffi con la sciarpa del Verona

C’è molta più distanza tra Cioffi e Tudor che non tra Juric e Tudor. Ed è qui che il Verona dimostra di aver avuto coraggio nella scelta, cercando un mister emergente che può adattarsi alla rosa ma senza ricercare un clone di Todur e Juric.

Ma il confine tra la scelta coraggiosa e l’azzardo è molto stretto… la differenza la farà l’intelligenza del mister e l’adattamento del gruppo ad un sistema di gioco differente.
In cosa il mister si sentirà di vestire l’abito Hellas alla perfezione ed in cosa dovrà usare il taglia e cuci per far aderire meglio la rosa a disposizione al suo modo di giocare?
Il Verona cambierà sia nella fase di costruzione che in quella di non possesso palla.
Rimarrà invece l’atteggiamento aggressivo sul ricevitore di palla avversario così come siamo stati abituati con i Verona di Tudor e Juric.
Dobbiamo considerare, che tutte le nostre valutazioni sul modo di giocare di Cioffi si basano sostanzialmente sui pochi mesi in cui ha allenato l’Udinese.

Mister Cioffi gioca col 352 che in fase di possesso palla si trasformava in un 3-2-1-4 ed invece in fase difensiva diventa un compatto 532.

La costruzione non è complessa, solitamente parte dai centrali difensivi per poi utilizzare lo scarico al portiere che ricerca la profondità sulla traquarti avversaria.
Qui si punta sulla densità in zona palla con giocatori prestanti fisicamente che vengo incontro per poi andare al recupero della seconda palla con giocatori brevilinei e tecnici.

Quando non è il portiere ad utilizzare questa tattica, tocca ai centrali di difesivi nel ricercare la verticalità. Raramente utilizza una costruzione bassa, nei momenti in cui, invece, questa strategia viene utilizzata si innesca una rotazione interessante tra quinto di centrocampo che si abbassa a riceve palla ed il terzo della difesa che si allarga per dare ampiezza alla manovra.

A quel punto si forma una triangolazione tra i due giocatori che hanno innescato lo scambio di posizione ed il trequartista che viene incontro e cerca la giocata in ampiezza.

Nella costruzione in mezzo al campo, una volta che uno dei centrali di centrocampo entra in possesso palla, gli altri si posizionano in maniera scaglionata per ricevere il pallone.
In particolare il compagno più vicino al possessore del pallone si mette in verticale o leggermente in diagonale per la ricezione. Quando la squadra di Cioffi entra nella zona della trequarti avversaria il centrocampista più avanzato si posiziona sulla linea degli attaccanti dando una ulteriore linea di passaggio e riempendo maggiormente l’area quando l’azione si sviluppa in ampiezza con i quinti di centrocampo o con il terzo difensore che si alza.

Cioffi è un mister che fa giocare la propria squadra utilizzando molto l’ampiezza sfruttando le caratteristiche fisiche e tecniche dei quinti di centrocampo. Di solito preferisce avere un incursore da una parte e invece dall’altra un giocatore che venga dentro il campo per trovare il trequartista.
Molto importante per il proprio gioco è appunto il trequartista che partendo da una posizione vicino ai difensori avversari venga incontro per lo sviluppo della manovra.
Quando non si riesce ad arrivare al trequartista è la prima punta che si fa incontro portando via il centrale difensivo e liberando linee di passaggio per gli altri giocatori.

Il modo principale con cui Cioffi tenta di superare la linea di difesa avversaria per andare in gol è il cross oppure il traversone basso e teso che passa davanti alla linea difensiva avversaria. Queste caratteristiche si avvicinano molto ai Verona di Juric e Tudor. Lo sfruttamento dei quinti di centrocampo utilizzando tutta l’ampiezza. Le sue squadre non disprezzano le triangolazione a due al limite dell’aria. Quando la squadra avversaria dopo qualche azione di questo tipo la linea difensiva si abbassa per non ricevere la triangolazione alle sue spalle allora le squadre di Cioffi tentano il tiro da fuori area.

E qui andiamo ad analizzare la vera discontinuità col recente passato. Cioffi vuole una difesa che lavori di reparto. Quindi spesso vedremo una superiorità numerica in zona difensiva dell’Hellas, una parità numerica a centrocampo e sostanzialmente una inferiorità numerica in attacco nel momento di costruzione avversaria. Questo atteggiamento fa propendere alle squadre di Cioffi di non alzare la linea del pressing come i Verona degli scorsi anni che invece accettavano la parità numerica difensiva. Quindi un Verona meno aggressivo nella metà campo avversaria in maniera di fare più densità difensiva ed innescare delle veloci ripartenze una volta riconquistato il pallone. Il mister non ha come prima idea quella di mandare in fuorigioco gli avversari, difende basso al limite dell’area di rigore. I difensori devono essere bravi ad uscire a turno cercando di anticipare l’avversario quando è ancora girato di spalle e qui le similitudini col Verona del passato ci sono eccome… Se l’anticipo non va a buon fine, tenendo la difesa scaglionata e non piatta i compagni di difesa sulla prima linea di copertura sono pronti ad intervenire.
L’obiettivo è recuperare il pallone sulla propria trequarti, preferibilmente in fascia. Infatti lo scopo è indirizzare la squadra avversaria proprio sulle zone laterali cercando di far forzare la giocata nello stretto o altrimenti costringendola a tornare indietro a reimpostare uno sterile possesso.
Non è un caso, infatti, che il possesso palla a fine partita vada spesso a favore della squadra avversaria.

I centrocampisti non prendono a uomo i loro avversari ed è qui la vera rivoluzione… o cambia il Verona rispetto i principi degli scorsi anni o cambia Cioffi. La fase di non possesso palla può essere messa in crisi quando gli avversari liberano un giocatore tra la fascia e il centro del campo, infatti in quel caso la linea difensiva scaglionata concede la profondità sul lato debole.

Cioffi preferisce in attacco giocatori di gamba che gli permettono di ribaltare l’azione da difensiva ad offensiva in pochi secondi. Si recupera palla nella propria trequarti e si ricerca il trequartista che cuce il gioco per ribaltare l’azione palla al piede. Se il trequarti è marcato si va direttamente alla prima punta che attacca la profondità spezzando la linea difensiva.

Come nei Verona del passato per sostenere questo sistema di gioco, i calciatori devono essere al massimo della forma per poter coprire il campo in ampiezza e arrivare prima sulle seconde palle.