Calcio di Redazione , 27/04/2026 12:46

Dagli spalti alla Procura: l'esposto dell'avvocato Croce che ha fatto tremare i vertici dell'AIA

Michele Croce
Michele Croce

L’iniziativa legale intrapresa da Michele Croce, avvocato veronese ed ex candidato alla carica di sindaco, è diventata uno dei pilastri dell'inchiesta che sta scuotendo le fondamenta del calcio italiano, portando alle dimissioni cautelative del designatore Gianluca Rocchi e del supervisore VAR Andrea Gervasoni. 

Tutto ha origine dalla sfida del 6 gennaio 2024 a San Siro tra Inter e Verona, terminata con la vittoria dei padroni di casa per due reti a una. L’episodio che ha scatenato la battaglia giudiziaria si è verificato nei minuti conclusivi del match, quando il difensore nerazzurro Bastoni ha colpito con una gomitata il centrocampista scaligero Duda all’interno dell’area di rigore. 

Nonostante l'evidenza del contatto, l’arbitro Fabbri ha permesso al gioco di proseguire, portando all’azione del gol decisivo firmato da Frattesi. La sala VAR, presieduta da Nasca e Di Vuolo, ha convalidato la rete senza richiamare il direttore di gara alla revisione sul campo, una decisione che Croce ha definito nell'esposto presentato alla Procura di Milano come una violazione dolosa delle norme regolamentari atta a influenzare l'esito della gara. 

Il legale, parlando del caso, ha descritto l'accaduto come una vera e propria frode sportiva, sottolineando come l’omissione dei tecnici al monitor sia stata determinante per il risultato finale. Quella stessa sera, la tensione era stata alimentata dalle parole cariche di amarezza del direttore sportivo dell’Hellas, Sean Sogliano, il quale aveva parlato di una profonda mancanza di rispetto nei confronti del club e della città, reputando impossibile che un errore di tale portata non fosse stato corretto dalla tecnologia. 

Alle accuse aveva risposto nei giorni successivi lo stesso Rocchi, rigettando le critiche e ricordando come il Verona avesse comunque avuto la chance di pareggiare con un rigore poi fallito da Henry. Tuttavia, la vicenda non è rimasta circoscritta al rettangolo di gioco: il pubblico ministero Ascione, che sta coordinando le indagini, ha ascoltato Croce nell'estate del 2025, acquisendo materiale video e audio per verificare se tale episodio faccia parte di un contesto di irregolarità più ampio, alimentato anche dalle dichiarazioni di un ex assistente arbitrale che ha denunciato anomalie nella gestione di diverse altre partite del campionato.