Basket di Redazione , 23/08/2026 8:00

Mike Tobey, torre di 213 centimetri stimato da Doncic: a Verona un centro da Eurolega

Tobey
Mike Tobey

Due metri e tredici centimetri, dieci stagioni vissute ai massimi livelli del basket europeo, oltre cento partite in Eurolega e un passaporto sloveno che racconta una delle parentesi più interessanti della sua carriera. Mike Tobey è il nuovo centro della Tezenis Verona: un acquisto che porta in gialloblù esperienza, dimensione fisica e soprattutto una caratteristica sempre più preziosa nel basket contemporaneo: quella capacità di essere un vero centro senza essere un centro statico.

La Scaligera ha ufficializzato un accordo annuale con il lungo statunitense, classe 1994, reduce dalle ultime due stagioni al Gran Canaria. Tobey, nato a Monroe nello Stato di New York, è alto 213 centimetri e pesa circa 115 chili. A Verona sarà chiamato a partire nello starting five nel ruolo di pivot titolare, diventando uno dei punti di riferimento della squadra di Alessandro Ramagli. E proprio qui sta l'interesse tattico dell'operazione. Tobey è un centro "puro", ma non deve essere interpretato come il classico pivot che vive esclusivamente nell'area dei tre secondi.

Un centro vero, ma con il tiro da tre

La prima caratteristica che salta agli occhi è naturalmente la stazza. Con 213 centimetri, Tobey garantisce presenza fisica vicino a canestro, capacità di prendere posizione, rimbalzi e una soluzione interna alla quale affidarsi quando la partita diventa più fisica. Ma fermarsi qui significherebbe descrivere soltanto metà del giocatore.

Tobey ha infatti sviluppato nel corso degli anni un tiro perimetrale sufficientemente affidabile da costringere la difesa avversaria a rispettarlo. In carriera nelle competizioni europee ha tirato da tre con il 36,6% complessivo in Eurolega e con il 38,3% in EuroCup; nel 2024-25, proprio in EuroCup con Gran Canaria, ha chiuso al 40% da tre, con 0,6 triple realizzate a partita.

Non è quindi un tiratore da volume elevato, ma un lungo che può aprire il campo. Ed è questa la differenza. Quando Tobey sale per un blocco, il difensore del lungo avversario non può sempre permettersi di arretrare nell'area. Se il centro rimane dentro, Tobey può aprirsi sul perimetro; se invece esce per contestare il tiro, si apre spazio per il penetratore.

È il principio del pick and pop, ma anche del pick and roll tradizionale: Tobey può cambiare registro senza obbligare l'attacco a cambiare giocatore.
Non a caso, il rapporto tecnico più interessante della sua carriera è stato quello con Luka Dončić nella nazionale slovena: il sistema costruito attorno ai due prevedeva proprio una combinazione di pick and roll e pick and pop, sfruttando la capacità del lungo di “rollare” verso il ferro oppure allargarsi sul perimetro. Anche alle Olimpiadi di Tokyo si è vista l'efficacia della coppia e la capacità di Tobey di alternare gioco interno e tiro da tre.

La stagione 2024-25 è probabilmente quella più indicativa per leggere il suo impatto offensivo. In ACB Tobey ha prodotto 9 punti e 4,9 rimbalzi in 20,4 minuti, tirando con il 56,9% dal campo e il 67,2% da due. In EuroCup ha alzato il rendimento a 9,2 punti e 5,6 rimbalzi, aggiungendo 1,4 assist e soprattutto un ottimo 40% da tre.

Nel 2025-26, invece, in ACB ha giocato 32 partite a 8,8 punti e 4,9 rimbalzi, con il 51,6% dal campo, il 61,9% da due e il 65,2% ai liberi. In Champions League ha chiuso con 9,5 punti e 6,8 rimbalzi di media. Numeri che raccontano un giocatore probabilmente più prezioso per l'equilibrio della squadra che per il puro volume realizzativo.

Cosa potrà fare a Verona
Ramagli potrà utilizzare Tobey innanzitutto come centro di riferimento nel pick and roll.
La situazione ideale è semplice: blocco alto, lettura del difensore, possibilità di rollare profondamente verso il ferro oppure aprirsi dietro la linea dei tre punti. Il vantaggio è che la difesa deve prendere una decisione.

Se il lungo resta in area, Tobey può ricevere e concludere. Se il lungo esce, si crea spazio per la penetrazione della guardia. Se la difesa cambia, i 213 centimetri di Tobey possono diventare un bersaglio interno contro un esterno. Se invece l'avversario decide di proteggere il pitturato, il lungo gialloblù può punire con il tiro dalla distanza.

C'è poi un'altra situazione interessante: il post basso. Tobey non è un giocatore costruito per vivere esclusivamente di isolamenti, ma può ricevere vicino a canestro e sfruttare altezza, mani e capacità di finalizzazione. La sua percentuale da due superiore al 60% nelle ultime stagioni ACB indica proprio quanto sia più efficace quando riesce a giocare vicino al ferro piuttosto che essere costretto a costruirsi il tiro dal perimetro.

La Tezenis potrà inoltre sfruttare il suo movimento senza palla: blocchi, ricezioni profonde, tagli sul lato debole e soprattutto la capacità di correre il campo per un giocatore della sua stazza.
I punti di forza: mani, dimensione e intelligenza
Il primo punto di forza è la taglia. Tobey non deve saltare sopra tutti per essere efficace: può occupare spazio, prendere posizione e usare il corpo.

Il secondo sono le mani. È un lungo affidabile nella ricezione e nella conclusione vicino al ferro, qualità fondamentale per un centro che deve giocare molti pick and roll.

Il terzo è la versatilità offensiva. Non stiamo parlando di un centro che segna soltanto dalla restricted area. La possibilità di tirare da tre permette alla Tezenis di costruire un attacco più aperto.

Il quarto è l'esperienza. Tobey conosce già il basket europeo ai massimi livelli: Valencia, Tenerife, Barcellona e Stella Rossa, oltre al Gran Canaria. Ha giocato in Liga ACB, EuroCup, Champions League ed Eurolega.

E proprio l'Eurolega rappresenta uno dei biglietti da visita più importanti: tra Valencia, Barcellona e Stella Rossa ha raccolto 115 presenze nella massima competizione europea, con circa 6,7 punti e 3,6 rimbalzi di media nel complesso.

La difesa: presenza interna, ma non un "cambia su tutto"

È probabilmente nella metà campo difensiva che bisogna leggere con maggiore attenzione il suo arrivo. Tobey può essere un buon protettore dell'area, soprattutto grazie a centimetri, posizione e capacità di contestare il tiro. Nel 2024-25, in EuroCup, ha prodotto 0,6 stoppate di media e 3,9 rimbalzi difensivi, mentre in BCL 2025-26 ha raccolto 6,8 rimbalzi complessivi a partita.

Non è però il classico lungo atletico moderno capace di cambiare sistematicamente sui piccoli e difendere per 25 metri di campo. Questa è una delle possibili criticità. Contro squadre che giocano continuamente pick and roll e cercano il cambio difensivo, Tobey potrebbe soffrire guardie molto rapide. Verona dovrà quindi proteggerlo attraverso la struttura di squadra: drop coverage, contenimento, aiuti dal lato debole e una buona pressione sul portatore di palla.

Il suo compito non sarà necessariamente quello di essere il lungo che "cambia su tutto". Sarà piuttosto quello di proteggere il ferro, controllare il rimbalzo e rendere difficile l'accesso al pitturato.
Anche in questo senso la sua esperienza europea può essere preziosa: sa leggere le situazioni e non deve necessariamente trasformare ogni possesso in una gara atletica.

Dove può soffrire

Il limite più evidente rimane dunque la difesa perimetrale. A 31 anni, Tobey non può essere considerato un centro da quintetto costruito per cambiare sistematicamente sui playmaker. Se Verona dovesse affrontare una squadra con guardie particolarmente esplosive, il sistema difensivo dovrà evitare di lasciarlo isolato.

Un secondo punto interrogativo riguarda il tiro da tre: la sua capacità è reale, ma non va confusa con quella di uno specialista. La carriera europea racconta un tiratore complessivamente discreto, con il 36,6% in Eurolega e il 38,3% in EuroCup, ma anche oscillazioni importanti da una stagione all'altra. Nel 2025-26, ad esempio, in ACB ha  segnato soltanto il 25% da tre. La Tezenis dovrà quindi usare il suo tiro come arma tattica, non necessariamente come principale fonte di punti.

Dall'NBA alla Slovenia: una carriera europea di primo livello

La storia di Tobey è anche quella di un americano che ha trovato in Europa la propria dimensione.
Dopo quattro anni alla University of Virginia, è passato nel professionismo e nel 2016-17 ha avuto una breve esperienza NBA con i Charlotte Hornets, prima di stabilizzarsi nel basket europeo.
Nel 2017 è arrivato a Valencia, quindi Tenerife, dove ha vinto immediatamente la Coppa Intercontinentale FIBA, venendo anche nominato MVP della partita decisiva grazie a 21 punti e 9 rimbalzi. Tornato a Valencia, ha conquistato l'EuroCup 2018-19. A questi successi si aggiunge il titolo Liga ACB 2017, conquistato con Valencia nella breve esperienza iniziale con il club.

La sua bacheca spagnola comprende dunque:
Liga ACB 2016-17 — Valencia
EuroCup 2018-19 — Valencia
Coppa Intercontinentale FIBA 2017 — Tenerife
MVP della finale della Coppa Intercontinentale 2017

A cui va aggiunta l'esperienza con il Barcellona e quella alla Stella Rossa (dove ha vinto anche qui), due tappe che hanno ulteriormente aumentato il suo bagaglio internazionale.

L'altra maglia: quella della Slovenia, con Dončić
C'è poi una seconda storia, quasi parallela, che rende Tobey un giocatore particolare.

Nato americano, è diventato cittadino sloveno e nel 2021 è stato scelto come giocatore naturalizzato della Slovenia. Il suo debutto arrivò nel torneo di qualificazione olimpica di Kaunas, dove contribuì alla storica qualificazione della Slovenia ai Giochi di Tokyo con 15 punti e 7,5 rimbalzi di media, tirando anche 6/9 da tre nelle semifinali e nella finale. Proprio lì è nato il rapporto cestistico con Luka Dončić.

I due si sono trovati immediatamente nel pick and roll. Dončić portava palla e leggeva la difesa; Tobey doveva semplicemente leggere a sua volta la scelta del fuoriclasse sloveno: rollare, aprirsi, occupare il pitturato.

Lo stesso Tobey ha raccontato di essersi trovato immediatamente in sintonia con Dončić, attribuendo proprio al talento del giocatore dei Dallas Mavericks gran parte della rapidità con cui nacque la loro intesa.

A Tokyo quella coppia funzionò alla grande: Tobey chiuse il torneo olimpico con 13,7 punti e 10,5 rimbalzi di media, risultando il miglior rimbalzista dell'intero torneo. La Slovenia arrivò fino alla semifinale e Tobey mise in mostra proprio quelle qualità che oggi Verona spera di ritrovare in Serie A: gioco nel pick and roll, capacità di aprirsi sul perimetro e presenza sotto canestro.

Anche nelle successive competizioni con la Slovenia il suo rendimento è rimasto significativo: 11,2 punti e 7 rimbalzi di media all'EuroBasket 2022 e 11,6 punti e 6,3 rimbalzi ai Mondiali 2023.
Il verdetto: un centro "old school" dentro il basket moderno.

Mike Tobey non arriva a Verona per essere il lungo atletico che corre ovunque, cambia su ogni blocco e vive di energia. Arriva per essere un centro vero, uno che occupa l'area, prende rimbalzi, porta blocchi, gioca spalle a canestro e sa finalizzare.
Ma con una differenza importante rispetto al pivot tradizionale: può uscire dall'area.

I suoi 213 centimetri non devono ingannare. Tobey è sufficientemente mobile per partecipare al gioco a due e sufficientemente tecnico per trasformare un pick and roll in un pick and pop. La sua esperienza gli permette inoltre di capire quando attaccare il ferro e quando semplicemente aprire il campo. Per Verona, il valore dell'operazione potrebbe essere proprio questo equilibrio: un centro puro che però non obbliga l'attacco a giocare sempre dentro l'area.

Se Ramagli riuscirà a proteggerne i limiti difensivi sui cambi sugli esterni e a sfruttare la sua capacità di giocare a due, Tobey può diventare molto più di un semplice pivot titolare. Può essere il giocatore attorno al quale costruire una parte importante dell'identità offensiva della nuova Tezenis.

E a Verona arriva soprattutto un giocatore che, dopo una decade trascorsa tra Spagna, EuroCup, Eurolega, Champions League e nazionale slovena, sa già cosa significa giocare partite che contano.
È forse questo, alla fine, il dato più importante di tutti.