Andrew Andrews, il giramondo col bagaglio europeo che sarà il “cervello” della Tezenis

La Tezenis Verona ha scelto esperienza, punti e capacità di creare gioco. Il nuovo volto in regia è Andrew Andrews, statunitense di Portland classe 1993, 188 centimetri, ufficialmente presentato dalla società gialloblù come playmaker. Un'etichetta corretta, ma che racconta soltanto una parte del giocatore.
Andrews, infatti, per buona parte della propria carriera europea ha agito da combo guard, spesso più vicino alla posizione di guardia che a quella di regista puro. La sua evoluzione, però, lo ha portato progressivamente ad assumere sempre più responsabilità nella costruzione del gioco. Verona si porta quindi in casa un esterno capace di fare il play, ma soprattutto un giocatore che sa segnare, creare vantaggi e gestire possessi importanti.
L'accordo con la Tezenis è annuale. Andrews si aggregherà alla squadra dopo il ritiro di Pinzolo.
I numeri raccontano un realizzatore completo
Il biglietto da visita più interessante di Andrews è la sua esperienza internazionale. In EuroCup ha giocato 52 partite, con una media complessiva di 14,1 punti, 2,3 rimbalzi, 3,6 assist, 0,9 recuperi e 13,9 di valutazione. Ma è soprattutto la distribuzione dei suoi tiri a spiegare che tipo di giocatore arriverà a Verona.
| Stagione | Competizione | Punti | 2PT | 3PT | TL | Assist | Recuperi |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2021-22 | EuroCup – Bursaspor | 13,7 | 47,3% | 40,5% | 84,3% | 4,1 | 0,8 |
| 2023-24 | EuroCup – Joventut | 14,5 | 42,6% | 35,0% | 98,2% | 3,9 | 1,4 |
| 2024-25 | EuroCup – Wolves | 13,6 | 43,5% | 34,4% | 86,7% | 2,6 | 0,8 |
| 2025-26 | NBL – Cairns | 14,8 | 46,1% | 30,8% | 76,9% | 7,5 | 0,6 |
I dati EuroCup evidenziano una costante: Andrews non è semplicemente un tiratore da tre. Nelle sue ultime tre partecipazioni alla competizione europea ha prodotto complessivamente 37,4% da tre, 44,1% da due e 88,8% ai liberi. In 52 gare di EuroCup, il suo rendimento complessivo è stato 40,9% dal campo, 37,4% da tre, 44,1% da due e 88,8% dalla lunetta.
Particolarmente significativa è la stagione 2023-24: con la Joventut ha chiuso la EuroCup a 14,5 punti e 3,9 assist, tirando con il 35% da tre e soprattutto con il 98,2% ai liberi.
L'anno successivo, con i lituani Wolves, il volume offensivo è rimasto elevato: 13,6 punti in 18 partite, 34,4% da tre, 43,5% da due, 86,7% ai liberi e 2,6 assist.
E c'è un dato che merita attenzione più di tutti gli altri: 7,5 assist di media nella sua ultima stagione a Cairns. Andrews ha chiuso il campionato NBL 2025-26 con 31 partite, 14,8 punti, 39,6% dal campo, 30,8% da tre, 46,1% da due, 76,9% ai liberi e 234 assist, pari a 7,5 a partita.
È il numero che meglio fotografa la trasformazione del giocatore: la guardia realizzatrice è diventata un esterno capace di assumersi responsabilità da vero playmaker.
Playmaker sì, ma con un’anima da giardia.
La scelta di Verona appare quindi particolarmente interessante dal punto di vista tattico. Andrews può essere utilizzato come playmaker titolare, portando palla e iniziando il pick and roll, ma non è necessario costruire tutto il suo utilizzo intorno alla gestione primaria del pallone. Anzi, una delle sue caratteristiche più interessanti potrebbe essere proprio la possibilità di alternare i compiti.
Quando è lui il regista, Verona può sfruttare il suo tiro per costringere la difesa a salire sul pick and roll. Andrews ha infatti abbastanza credibilità dall'arco da rendere complicato concedergli spazio. Da lì può attaccare il close-out, arrivare al ferro oppure utilizzare il blocco per creare un vantaggio per il lungo.
Ma la situazione forse ancora più interessante è quella insieme a Federico Zampini.
Con Zampini in campo, infatti, Andrews potrebbe tornare a fare per certi tratti ciò che ha fatto per molti anni: la guardia creatrice di vantaggi.
Il play perugino può occuparsi della prima costruzione, mentre Andrews può giocare lontano dalla palla, uscire dai blocchi, ricevere in movimento o attaccare un difensore già costretto a una rotazione. Ma i due possono anche scambiarsi continuamente i compiti.
Un'azione può partire con Zampini come portatore di palla e Andrews come seconda guardia; quella successiva può vedere Andrews iniziare il pick and roll e Zampini giocare sul lato debole. È un'alternanza che impedisce alla difesa di individuare facilmente un solo creatore primario.
In altre parole, la Tezenis potrebbe avere due giocatori capaci di iniziare un'azione e due giocatori capaci di giocare senza palla.
È una soluzione particolarmente interessante nei finali di partita, quando la difesa tende a concentrarsi sul primo portatore di palla.
Andrews dà il meglio quando può combinare tre elementi: palleggio, tiro e capacità di leggere la difesa. Non è dunque indispensabile che produca assist spettacolari: una parte del suo valore deriva dalla capacità di creare il primo vantaggio offensivo. La sua esperienza internazionale lo ha inoltre abituato a giocare contro difese fisiche e tatticamente preparate. In EuroCup ha affrontato squadre di alto livello per diverse stagioni, accumulando 52 presenze nella competizione.
Il tiro da tre è uno degli strumenti fondamentali del suo gioco, anche se bisogna leggere correttamente le percentuali. Il 40,5% da tre del 2021-22 è stato il suo picco recente in EuroCup; poi è sceso al 35% nel 2023-24 e al 34,4% nel 2024-25.
Non significa però che Andrews sia diventato un tiratore poco affidabile. Il punto è che negli ultimi anni è aumentato il suo ruolo nella creazione del gioco e, con esso, il numero di tiri difficili che è chiamato a prendere.
Nel 2024-25, per esempio, ha tentato 5,3 triple a partita in EuroCup, oltre a 3,8 tiri da due e 5,4 liberi.
È soprattutto il dato sui liberi a spiegare la sua efficacia offensiva. Andrews ha una capacità importante di mettere pressione sul ferro e procurarsi falli. E dalla lunetta è storicamente eccellente: il 98,4% fatto registrare nella EuroCup 2023-24 gli valse il primo posto nella competizione in quella specialità.
Il 42 di valutazione in Eurocup.
Il curriculum europeo di Andrews non è fatto soltanto di numeri medi. Nel 2023-24, con la Joventut Badalona, è stato nominato MVP della quinta giornata di EuroCup, dopo una prestazione da 42 di valutazione. È un dettaglio importante perché racconta un giocatore capace di assumersi un volume offensivo elevato quando la partita lo richiede. La sua carriera europea, infatti, è stata costruita anche su questo: non necessariamente il giocatore che domina ogni partita, ma un esterno che può diventare il principale creatore offensivo della squadra quando gli viene affidato il pallone.
Turchia, Francia, Grecia, Spagna, Lituania, Australia e altre esperienze internazionali hanno costruito un giocatore abituato a contesti diversi. Ha inoltre giocato anche in EuroLeague: con Panathinaikos nel 2022-23 ha disputato quattro partite, segnando 8,3 punti di media con il 50% dal campo, il 62,5% da tre e l'88,9% ai liberi.
I punti deboli? Il profilo non è privo di zone d'ombra.
Tiro da tre. Il passaggio dal 40,5% del 2021-22 al 35% del 2023-24 e al 34,4% del 2024-25 indica che non si può dare per scontato un rendimento da tiratore sopra la media in ogni stagione. In particolare, quando deve creare il tiro dal palleggio, la percentuale può risentire della difficoltà delle conclusioni.
La sua natura di creatore porta inevitabilmente qualche rischio. In EuroCup ha viaggiato intorno alle 2 palle perse a partita, salendo a 2,1 nel 2024-25.
A Verona sarà quindi importante trovare l'equilibrio tra aggressività e controllo: Andrews deve creare vantaggi, ma senza trasformare ogni possesso in un isolamento.
A 188 centimetri, Andrews non ha dimensioni da guardia di taglia superiore. Contro playmaker esplosivi può soffrire soprattutto quando viene attaccato frontalmente e, contro guardie più grandi, può pagare centimetri e peso. Non è però corretto considerarlo un difensore passivo. Il suo 0,9 recuperi di media in carriera EuroCup, salito a 1,4 nel 2023-24, dimostra una certa capacità di anticipare e sporcare le linee di passaggio. Il tema sarà soprattutto quello della continuità: quanto potrà investire nella difesa quando contemporaneamente gli verrà chiesto di produrre molto in attacco?
Fattore Zampini
La presenza di Federico Zampini può diventare fondamentale per valorizzare Andrews.
Se Andrews dovesse essere il principale creatore per 30 minuti, il rischio sarebbe quello di caricarlo eccessivamente di responsabilità. Se invece Zampini potrà gestire una parte dei possessi, Andrews potrà arrivare alle sue azioni offensive con maggiore energia.
Il binomio potrebbe quindi funzionare in due modi:
Zampini playmaker + Andrews guardia: più movimento senza palla, più possibilità di sfruttare il tiro e la capacità di Andrews di attaccare i close-out.
Andrews playmaker + Zampini seconda guardia: maggiore capacità di creare dal pick and roll e possibilità di utilizzare Zampini come alternativa nella gestione del pallone.
E c'è anche una terza opzione: entrambi playmaker, con la palla affidata alternativamente a uno dei due.
È probabilmente la soluzione che può rendere la Tezenis meno prevedibile.
La domanda, dunque, non è se Andrew Andrews sia un playmaker o una guardia. La risposta è: può essere entrambe le cose.
La sua carriera racconta la trasformazione di una guardia realizzatrice in un esterno sempre più completo nella gestione del gioco. I numeri dell'ultima esperienza australiana, con 7,5 assist a partita, sono la conferma più recente di questa evoluzione.
Verona non acquista quindi soltanto un giocatore capace di segnare 14-15 punti. Acquista un esterno che ha già dimostrato in EuroCup di poter essere il primo riferimento offensivo, che sa guadagnarsi falli, che può tirare da tre, che può creare dal pick and roll e che ha abbastanza esperienza per leggere le partite.
Il punto interrogativo sarà soprattutto difensivo e, sul piano offensivo, la capacità di mantenere buone percentuali quando aumenterà il volume dei possessi.
Ma se la Tezenis riuscirà a sfruttare la sua doppia identità — playmaker quando serve ordine, guardia quando serve talento offensivo — Andrews potrebbe diventare uno dei giocatori più importanti della squadra.
E la combinazione con Zampini potrebbe essere proprio l'elemento capace di trasformare questa versatilità individuale in un vantaggio collettivo.
In sintesi: Andrews non arriva a Verona per essere semplicemente "il play". Arriva per essere uno dei giocatori che decide come e dove Verona vuole attaccare. Un cervello in continuo movimento.

