TEZENIS | L'arrivo del d.s. Bolognesi e cosa cambia con il passaggio al professionismo

Manca solo l’annuncio per l’arrivo di Alessandro Bolognesi alla Tezenis Verona. E’ il 38enne dirigente marchigiano, che prima di Rimini ha lavorato a Napoli e Montegranato, la figura su cui punta il presidente Pedrollo per il dopo-Trainotti. Il direttore generale (che da tempo aveva transato il contratto triennale anticipando la scadenza al 30 giugno 2026) anche in questa stagione ha continuato a dividersi tra Verona e l’incarico alla Federbasket.
Dopo gli “scouting” affidati all’amministratore delegato Righetti e fatte le opportune valutazioni, in Scaligera non saranno inserite ulteriori figure manageriali.
Sul fronte del roster resteranno sicuramente Federico Zampini e Andrea Loro (in accordo con l’Olimpia Milano che ha il controllo del giocatore), probabilmente Lorenzo Ambrosin, mentre Federico Poser ha richieste importanti in A2 e sono in corso ulteriori valutazioni. In ogni caso l’ipotesi privilegiata è che saranno al massimo 4 i giocatori italiani confermato dalla squadra che ha conquistato la promozione. Già transate le uscite con Diego Monaldi e Michele Serpilli, i cui contratti biennali prevedevano tempi strettissimi tra la fine della stagione e la comunicazione della rescissione. Il quinto e il sesto italiano saranno giovani di serie, in questo contesto possibile l’arrivo di un lungo under.
Il passaggio sotto il professionismo impone alla società che adotta la formula del “6+6” di depositare minimo 12 contratti di giocatori. Poi devono essere inquadrati come dipendenti almeno: allenatore, primo assistente allenatore, preparatore fisico, direttore sportivo, team manager, responsabile del settore giovanile.

