Prima di Tezenis-Fortitudo minuto di silenzio per Mario Blasone al PalaOlimpia

Prima di Tezenis-Fortitudo minuto di silenzio per Mario Blasone al PalaOlimpia. Il professor Blasone, che in 12 anni nel Settore Squadre Nazionali della Federbasket aveva vinto 10 medaglie con Cadetti, Juniores e Under 22, diventando il coach più medagliato dell'Italbasket, e fu assistente di Sandro Gamba (bronzo agli Europei 1985) e di Valerio Bianchini alla Nazionale maggiore. Venne chiamato da Andrea Fadini alla Scaligera Basket per guidare la Glaxo Verona nella prima stagione in serie A, dopo l’addio di Alberto Bucci.
Blasone portò la squadra gialloblù a sfiorare la finale di Coppa Europa nella semifinale beffarda con il Real Madrid, poco dopo si dimise lasciando la conduzione al vice Gianni Trevisan affiancato da Dido Guerrieri. A lui si deve la scelta, coraggiosa e lungimirante, di puntare sul 19enne Davide Bonora in cabina di regia, poi anche su Nello Laezza, portando a Verona talenti che hanno fatto la storia della pallacanestro italiana, come Alessandro Frosini, segnalando anche Rodolfo Rombaldoni. Era sulla panchina di Verona nella straordinaria esibizione al PalaOlimpia tra Glaxo e Stefanel Trieste con le stelle Nba Scottie Pippen e Charles Barkley, e con David Robinson spettatore d'eccezione.
In seguito tornò alla Scaligera con il ruolo di direttore tecnico: c’era ancora lui in panchina al fianco di Andrea Mazzon e dell'assistente Alessandro Giuliani nello storico trionfo in Coppa Korac al Pionir di Belgrado contro la Stella Rossa.
Allenatore con una grande esperienza internazionale, ha guidato le Nazionali di Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi, conquistando titoli ai Giochi Panarabi, Africani e del Golfo. Ha tenuto clinic in 60 paesi per conto di Fip e Fiba Europe e ha scritto tre libri tecnici.
Nel campionato italiano ha allenato la sua Udine e fu anche al fianco di Ettore Messina. Dal 2007 al 2012 è stato a capo dell’International Scouting del settore giovanile della Virtus Bologna.
Uomo di grande cultura ed eleganza, amante della caccia, era noto per accompagnare i giocatori a visitare i musei durante le trasferte all'estero. Divenne celebre una sua battuta a Venezia, osservando un giocatore americano che aveva urlato “fucking third world”, infuriato perché il telefono a gettoni non funzionava nella cabina: “Siamo a Venezia, nella culla della Serenissima e dell'arte, e questo si permette di dire ”fottuto terzo mondo" a noi…ma lo sa chi li ha scoperti quando erano ancora dei selvaggi?".

